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Corona: niente carcere, ok affidamento in prova ai servizi sociali

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso a Fabrizio Corona l'affidamento in prova ai servizi sociali, ma le porte del carcere per l'ex re dei paparazzi potrebbero ancora riaprirsi: sono due le sentenze in Cassazione attese.

Fabrizio Corona non dovrà tornare in carcere. Sulla testa di Fabrizio Corona pende infatti una condanna a 2 anni e 8 mesi di prigione , poiché si erano sommati due patteggiamenti definitivi per spendita di denaro falso e una sentenza della Cassazione di 1 anno e 5 mesi per tentata estorsione a causa di presunti foto ricatti ai danni dei vip. Essendo le due condanne sotto i 3 anni di carcere, sottraendo anche i giorni in cui Fabrizio Corona è stato detenuto per il caso Vallettopoli, l'ex re dei paparazzi ha chiesto l'affidamento ai servizi sociali. Ieri Fabrizio Corona, accompagnato dalla madre e dalla ex moglie Nina Moric[, si è quindi presentato davanti al collegio del Tribunale di sorveglianza di Milano per ascoltare la decisione presa dai giudici. Anche se lo sperava, Fabrizio Corona fino all'ultimo ha temuto di dover tornare in carcere, ma alla fine il Tribunale di sorveglianza ha dato parere favorevole alla richiesta.

Fabrizio Corona ha infatti dimostrato di avere un lavoro, una casa e di avere una "garanzia affettiva", e per questo motivo l'affidamento in prova ai servizi sociali è stata accolto senza troppe difficoltà. Nel corso dell'udienza Fabrizio Corona ha anche chiesto di rimodulare, per via del suo lavoro, gli orari delle sue misure di sorveglianza speciale, e il collegio gli ha quindi concesso di poter rientrare a casa non oltre l'una di notte e di non poter uscire prima delle dieci del mattino. Ma per Fabrizio Corona, però, le porte del carcere potrebbero purtroppo ancora riaprirsi. Corona attende infatti altre due sentenze della Cassazione, a cui è ricorso dopo che la Corte d'Appello di Torino ha condannato l'ex re dei paparazzi a cinque anni di reclusione per estorsione e utilizzo illegittimo di dati per le foto scattate a David Trezeguet e la Corte d'Appello di Milano gli ha inflitto una pena di di 3 anni e 10 mesi per frode fiscale e bancarotta fraudolenta, nell'ambito di un procedimento nato dal fallimento della sua agenzia fotografica Corona's.

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