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Corona, Cassazione: no sconti di pena. Rischia altri 11 anni di carcere

La Cassazione ha stabilito che Fabrizio Corona non merita sconti di pena, rinviando al gip del tribunale di Milano il ricalcolo delle condanne contro l'ex re dei paparazzi. Fabrizio Corona potrebbe quindi dover passare altri 11 anni in progione, se il Tribunale di Sorveglianza di Milano non accetterà di mandarlo in comunità.

"Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono". E' con questa frase di Karol Wojtyla che viene commentata, da chi gestisce la pagina Facebook di Fabrizio Corona, la sentenza della Cassazione che in sostanza ha accolto il ricorso presentato dal pm del tribunale di Milano contro quanto stabilito lo scorso febbraio dal gip, che aveva ridotto il cumulo della pena totale a 9 anni di carcere dai poco più 13 anni iniziali inflitti all'ex re dei paparazzi. I giudici della Cassazione hanno infatti rinviato al gip del tribunale di Milano il ricalcolo della pena totale da infliggere a Fabrizio Corona, che dovrebbe quindi aggirarsi intorno ai 13 anni. Attualmente a Corona rimanevano da scontare circa 6 anni e 8 mesi di carcere, tenuto conto dei due anni circa già trascorsi a Opera e della carcerazione preventiva all'epoca dell'inchiesta Vallettopoli. Se la pena verrà ristabilità invece in 13 anni, Fabrizio Corona dovrà passare altri 11 anni circa in prigione. "Una situazione molto grave" come commenta anche l'avvocato difensore Ivano Chiesa. Nelle prossime settimane la Cassazione depositerà le motivazioni che hanno portato a tale sentenza. Nel frattempo, Fabrizio Corona, e chi gli sta vicino, spera che il Tribunale di Sorveglianza di Milano decida di far scontare la pena in una comunità, come richiesto dagli avvocati dell'ex re dei paparazzi. La richiesta è stata depositata in seguito ad alcuni accertamenti sulla salute fisica e psichica di Fabrizio Corona, che soffrirebbe di uno stato di depressione, ansia e attacchi di panico. Per valutare le condizioni di salute di Corona, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha quindi disposto, per l'11 febbraio, una perizia psichiatrica. La perizia di parte parla già di un Fabrizio Corona dalla personalità "narcisistica" e "borderline", e finora i rischi di una deriva psicotica sarebbero stati evitati grazie alla somministrazione di farmaci e a trattamenti psicologici. Per Fabrizio Corona sarebbe più semplice accedere ad una pena alternativa al carcere se venisse accettata, dal prossimo Presidente della Repubblica, la richiesta di grazia parziale inviata a Giorgio Napolitano che riguarda il reato di estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet.

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