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Cassazione: modus vivendi Fabrizio Corona privo di scrupoli

Depositata la sentenza di Cassazione in merito al processo che ha portato in carcere Fabrizio Corona. I giudici nella sentenza hanno evidenziato come "il modus vivendi di Corona" è stato "caratterizzato dalla ricerca a ogni costo di facili ed illeciti guadagni e da condotte prive di scrupoli". Fabrizio Corona però sembra aver compreso, in carcere, che non si può sprecare la vita "tra sesso, droga, rock' n' roll, sentimenti 'patinati' opportunistici e fasulli".

Depositata la sentenza di Cassazione in merito al processo che ha portato in carcere Fabrizio Corona. I giudici nella sentenza hanno evidenziato come "il modus vivendi di Corona" è stato "caratterizzato dalla ricerca a ogni costo di facili ed illeciti guadagni e da condotte prive di scrupoli volte ad accaparrare risorse da investire in un tenore di vita lussuoso e ricercato". La Cassazione ha quindi sottolineato che la "vita lavorativa" di Fabrizio Corona è stata "caratterizzata da frequentazioni criminali e da atteggiamenti fastidosamente inclini alla violazione di ogni regola di convivenza civile" richiamando "i numerosi e cospicui precedenti penali (estorsioni, ricettazione e spendita di carta moneta falsificata, reati fallimentari, evasioni fiscali, denunce per truffa)". Nella sua lettera inviata a Piero Chiambretti, Fabrizio Corona rifletteva proprio su questo "stile di vita", domandandosi: "Possibile che alla tua età non abbia ancora capito e apprezzato i veri valori della vita? Sei così effimero, così superficiale? Davvero vuoi sprecare la tua vita così? Tra sesso, droga, rock' n' roll, sentimenti 'patinati' opportunistici e fasulli? Non ci credo. Quanto tempo dovrai stare in carcere per capire quello che veramente stai perdendo? Credi di essere immortale?".

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