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Strage Dacca: servivano funerali di Stato. Governo introduca reato di ntegralismo islamico, dice Rampelli

"Il governo avrebbe dovuto fare uno strappo al cerimoniale e organizzare i funerali di Stato alle 10 vittime italiane dell'attentato a Dacca e indire almeno un giorno di lutto nazionale. Dieci e non nove, visto che Simona Monti portava in grembo un bimbo al quinto mese" dichiara Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia.

"Il governo avrebbe dovuto fare uno strappo al cerimoniale e organizzare i funerali di Stato alle 10 vittime italiane dell'attentato a Dacca e indire almeno un giorno di lutto nazionale. Dieci e non nove, come erroneamente detto, visto che Simona Monti portava in grembo un bimbo al quinto mese" dichiara Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia, intervenendo in aula sull'informativa del ministro degli Esteri.

"Non basta più esprimere sentimenti di cordoglio, occorre agire perché un esercito di civili italiani popola il mondo: professionisti, imprenditori, studenti, turisti, lavoratori, di cui ci ricordiamo quando restano vittime del terrorismo islamico. - sottolinea - Perché di questo si tratta, d'integralismo islamico che voi non avete neppure il coraggio di definire tale, tanta è la vostra sudditanza. E invece è a tale fenomeno ideologico che dobbiamo dichiarare guerra: il governo introduca il reato di integralismo islamico, vari una missione internazionale a difesa dei nostri italiani sparsi nel mondo, modifichi cioè la natura e la vocazione del Ministero degli Esteri e delle ambasciate per aprirle al bisogno di sicurezza dei nostri connazionali."

"L'ispiratore della mattanza di Dakka inneggia a Osama Bin Laden e invita i mussulmani a diventare terroristi, i suoi video girano tra i richiedenti asilo pachistani nei centri d'accoglienza del centro Italia, è stato respinto da molti Stati mentre noi gli abbiamo consentito di tenere i suoi sermoni a Brescia e Milano, così come tolleriamo la proliferazione di moschee abusive, mentre le nostre frontiere sono un colabrodo. - precisa Rampelli - Quanto raccontato da Paolo Gentiloni è la triste cronaca dei fatti e l'estensione dei comuni sentimenti di cordoglio. Ma quanto accaduto è ormai noto e la commemorazione era stata celebrata."

"Il Governo oggi avrebbe dovuto dire al Parlamento come agirà in futuro e dimostrare nei fatti di non dimenticare le vittime trucidate in Bangladesh. Ci siamo sentiti tutti 'Charlie Hebdo', tutti parigini o newyorkesi, ma oggi avremmo voluto sentirci anche un po' italiani" conclude l'esponente di FdI.

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