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Roma non incassa nulla dal Colosseo: Franceschini faccia ispezione, chiede Rampelli (FdI)

"A Roma, sede del monumento più visitato al mondo, non arriva un centesimo dal Colosseo ma anzi lo stesso rappresenta un costo fisso, un salasso pari a decine di milioni di euro tra pulizia interna ed esterna", riferisce in una nota Fabio Rampelli di FdI.

"A Roma, sede del monumento più visitato al mondo, non arriva un centesimo dal Colosseo ma anzi lo stesso rappresenta un costo fisso, un salasso pari a decine di milioni di euro tra pulizia interna ed esterna, ordine, decoro, viabilità e manutenzione stradale, infrastrutture. È incredibile ma è così, Roma dalla presenza del Colosseo ci rimette" spiega in una nota Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.
"Al danno si aggiunge la beffa, infatti il Colosseo è concesso in gestione a una coop rossa e a un'impresa azzurra da sedici interminabili anni, maturati di proroga in proroga e in spregio alle raccomandazioni del presidente dell'Anac Raffaele Cantone, che ha più volte sottolineato la necessità di fare le gare pubbliche. - sottolinea - Intanto Coop Culture ed Electa Mondadori si dividono il bottino, mettono in atto con arroganza tecniche per incrementare la percentuale sugli incassi, impediscono alle guide turistiche abilitate di fare autonomamente il loro lavoro, come se il Colosseo gli appartenesse".
"Ho chiesto al ministro Dario Franceschini di predisporre un'ispezione per garantire che nel Colosseo siano rispettate le regole e sia dato diritto di accesso alle guide abilitate. Ho chiesto anche che con urgenza sia introdotta Roma Capitale tra i soggetti che condividono un'adeguata partecipazione agli incassi, ristorando il grande dispendio di risorse necessario ad assistere visitatori e turisti" annuncia quindi l'esponente di FdI.

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