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Petrolio Basilicata: "il PD da anni si è venduto al Dio barile", dice Rampelli (FdI)

"Le dimissioni del ministro Federica Guidi e il terremoto che si è scatenato sul governo e sul ministro Maria Elena Boschi a causa degli affari legati all'estrazione di petrolio in Basilicata non hanno ancora portato allo scoperto le connessioni sistematiche e pluridecennali tra la sinistra italiana, comunista, postcomunista e ora renziana, e il 'dio barile'", afferma in un comunicato Fabio Rampelli, onorevole di FdI-An.

"Le dimissioni del ministro Federica Guidi e il terremoto che si è scatenato sul governo e sul ministro Maria Elena Boschi a causa degli affari legati all'estrazione di petrolio in Basilicata non hanno ancora portato allo scoperto le connessioni sistematiche e pluridecennali tra la sinistra italiana, comunista, postcomunista e ora renziana, e il 'dio barile' "afferma in un comunicato Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia.
"Decenni fatti di un sistema clientelare che, a fronte di una zona fortemente menomata dagli impianti di estrazione, invece di lasciare a un territorio penalizzato sviluppo, occupazione e infrastrutture, ha parzialmente ripagato i cittadini lucani con piccole e sistematiche clientele, vere e proprie regalie, allo scopo di condizionamento elettorale. - denuncia - Il vergognoso ricatto dura da decenni. Questo il processo che andrebbe celebrato, non solo alla Guidi e al suo compagno ma al vergognoso sistema di potere che coinvolge da sempre la sinistra".
"L'intreccio tra PD e petrolio ha infine determinato un'enorme riconoscenza del partito verso la sua classe dirigente locale che infatti, nonostante si tratti di una piccola Regione, ha tuttora esponenti al governo (Bubbico e De Vito), 3 deputati, tre senatori e due europarlamentari, tra cui il potentissimo governatore Pittella. Chissà perché.." si domanda infine Rampelli.

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