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Governo stronchi integralismo islamico introducendolo come reato, chiede Rameplli (FdI)

"Siamo a un bivio, il governo si assuma la responsabilità di una scelta decisiva per stroncare l'integralismo islamico e togliere la terra sotto i piedi al terroristi", dichiara in una nota l'esponente di FdI Fabio Rampelli.

"Siamo a un bivio, il governo si assuma la responsabilità di una scelta decisiva per stroncare l'integralismo islamico e togliere la terra sotto i piedi al terroristi" fa sapere in una nota il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Fabio Rampelli.
Illustra: "Oggi la guerra al terrorismo la si deve fare non solo con l'offensiva militare ma introducendo nella nostra legislazione il reato di integralismo islamico, sanzionando o rispedendo a casa coloro i quali propagandano la pena di morte per reati di apostasia, omosessualità e adulterio, segregano le donne, obbligano al velo o al burqa, non garantiscono adeguata assistenza sanitaria, diffondono l'ideologia della decapitazione, della crocifissione, della mutilazione, impediscono libertà religiose, diritti civili e politici, si professano per la guerra santa contro gli infedeli."

L'esponente di FdI-An sottolinea quindi: "Come nella lotta al terrorismo fatta con la legge Cossiga e in quella alla mafia con la legge sui pentiti oggi serve separare concretamente i terroristi e i loro fiancheggiatori dall'Islam moderato, varando una norma speciale che consenta di accogliere solo i profughi e i musulmani che accettano e rispettano le nostre leggi e consuetudini. Se lo faremo potremmo non seguire i pessimi modelli di Francia e Belgio, salvando vite umane e faccia, altrimenti spetterà a noi subire il loro stesso destino."

"Il terrorismo islamico si manifesta nel nord Europa per effetti di una devastante crisi internazionale - evidenzia in ultimo -, ma anche a causa delle fallimentari politiche d'integrazione perseguite nei decenni. Il buonismo praticato dalle socialdemocrazie ha creato ovunque ghetti urbani, zone franche dove è stato finora possibile vivere seguendo la legge del Paese di provenienza invece che quella del paese ospitante. Si tratta del brodo di coltura in cui il jahidismo recluta le proprie cellule per attentati, pianificati o 'fai da te'."

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