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Con "Le regole del delitto perfetto" Rai fa campagna gay oriented, dice Rampelli

"'Le regole del delitto perfetto' non è una serie adeguata per una tv pubblica che in prima serata dovrebbe rispettare i requisiti della fascia protetta. La Rai fa una campagna culturale di formazione delle coscienze gay oriented, quasi a stimolare gli adolescenti a far affiorare il gay che hanno in sé", riporta in un comunicato Fabio Rampelli, esponente di FdI-An.

"'Le regole del delitto perfetto' non è una serie adeguata per una tv pubblica che in prima serata dovrebbe rispettare i requisiti della fascia protetta" dichiara in una nota il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli, dopo che la Rai ha rimandato in onda la serie tv ma nella versione non censurata dopo le "polemiche" scoppiate sulla Rete (che ovviamente non rispecchiano la maggioranza della popolazione).

"Tra scene di violenza efferata, sequenze drammatiche, rapporti omosessuali, rapporti promiscui, registro narrativo convulso e serrato, la serie poco si presta a una prima serata su un canale Rai, il 2, molto orientato ai giovani, agli adolescenti e quindi alle famiglie. - chiarisce infatti Rameplli - Peraltro, è bene sottolineare che anche altre trasmissioni, anche quelle autoprodotte dalla Rai, stiano perseguendo non tanto una politica anti-discriminazione nei confronti degli omosessuali (il che sarebbe anche giusto e utile) quanto una campagna culturale di formazione delle coscienze gay oriented, quasi a stimolare gli adolescenti a far affiorare il gay che hanno in sé".
"Ci pare davvero troppo. Non credo che il ruolo di Antonio Campo Dall'Orto sia quello di fare il formatore degli orientamenti sessuali degli italiani" conclude quindi il parlamentare.

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