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FMI monitora Def. Brunetta: spending review come ricetta Coca Cola

Il Fondo Monetario Internazionale, oltre a rivelare che nel 2014 l'economia italiana andrà peggio di quella della Grecia, sottolinea che il Def per essere efficace dovrà praticare tagli alla spesa permanenti. Renato Brunetta di Forza Italia sottolinea: "Le misure contenute nel Documento di economia e finanza presentato dal governo Renzi non sono per niente coerenti con queste prescrizioni basilari".

Oltre ad annunciare che nel 2014 l’economia italiana andrà peggio di quella della Grecia, il Fondo Monetario Internazionale, commentando il Def (Documento di economia e finanza) sottolinea che "nel riequilibrio fiscale è importante che i tagli alla spesa non siano una tantum". Il direttore del dipartimento per l'Europa del FMI, Reza Moghadam, ha quindi esortato il governo Renzi ad "andare avanti" sulle riforme in particolare quella "sulla liberalizzazione del mercato del lavoro". "Bella sberla, al ministro Padoan, dai suoi amici del Fondo Monetario Internazionale, di cui è stato direttore esecutivo dal 2001 al 2005" sottolinea quindi in una nota Renato Brunetta, aggiungendo: "Mentre il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, continua la sua campagna elettorale permanente, il Fondo Monetario Internazionale boccia il suo Def, dichiarando ufficialmente ciò che è noto a tutti: per essere efficace ai fini della crescita, la riduzione della pressione fiscale deve essere permanente e strutturale, e altrettanto permanenti e strutturali devono essere le relative coperture, da realizzare attraverso tagli alla spesa pubblica. Perfetto. Peccato che le misure contenute nel Documento di economia e finanza presentato dal governo italiano non siano per niente coerenti con queste prescrizioni basilari".

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera infatti sostiene che "il taglio dell’Irpef, chiamato eufemisticamente ’bonus’, al momento appare una elargizione una tantum, destinata solo ad alcune categorie di contribuenti e non ad altre: una misura elettoralistica e assolutamente inutile ai fini della crescita", evidenzando: "Quel che è peggio è che le coperture sono fatte attraverso aumenti di tasse e non attraverso tagli strutturali di spesa, oltre ad essere tutte assolutamente incerte nei tempi e nelle quantità. Ricordiamolo: il ’bonus’ Irpef riguarderà solo i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.000 e 25.000" perché nonostante gli annunci fatti nei giorni scorsi "non è chiaro cosa il governo intenda fare per i cosiddetti ’incapienti’. E, per quanto se ne sa, le coperture sono del tutto aleatorie e incerte: il maggior gettito IVA derivante dai pagamenti dei debiti della Pa dipende da quanto lo Stato effettivamente riuscirà a pagare (se pagherà); sull’aumento della tassazione delle quote rivalutate di partecipazione al capitale della Banca d’Italia la Commissione europea ha già sollevato rilievi di non poco conto; e la natura, la descrizione e la strutturalità dei 4,5 miliardi di tagli da spending review sono come la ricetta della Coca Cola: segrete. - concludendo - Se somigliano anche lontanamente ai tagli lungamente pensati dal commissario Cottarelli ci viene da ridere".

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