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FMI boccia Def 2016 e taglia stime su PIL, debito pubblico e deficit dell'Italia

Il Fondo Monetario Internazionale di fatto boccia il Def 2016 appena stilato dal governo Renzi poiché taglia tutte le previsioni di crescita del PIL mentre fa lievitare, rispetto alle stime dell'esecutivo, il debito pubblico e il deficit. Inoltre, il FMI avverte che a livello globale c'è il rischio di una "stagnazione secolare", soprattutto se la Gran Bretagna uscirà dell'Unione europea.

A non credere nella ripresa dell'Italia è anche il Fondo Monetario Internazionale che sottolinea come nel nostro Paese "la crescita è stata più lenta del previsto". A doverlo ammettere alla fine era stato anche il governo che nel Def 2016 ha tagliato le stime sul PIL dall'1,6% all'1,2%. Ma per il FMI tale previsione è perfino troppo ottimistica e calcola che quest'anno l'Italia, se andrà bene, crescerà appena dell'1% contro l'1,3% pronosticato appena a gennaio. Anche nel 2017 le cose non andranno meglio, con il Fondo Monetario Internazionale che rimane speranzoso ma decreta che il più 1,2% come da precedenti previsioni è comunque troppo, abbassando il PIL all'1,1%.

E se da una parte il prodotto interno lordo cala dall'altra aumenta il debito pubblico. Anche questa volta le stime del FMI sono in contrasto con quelle appena messe nero su bianco dall'esecutivo nel Documento di economia e finanza: per il governo infatti il debito nel 2016 scenderà al 132,4% mentre per l'organizzazione economica di Bretton Woods salirà al 133% del PIL dal 132,6% del 2015.
Nessuna rosea previsione neppure riguardo al rapporto deficit PIL che quest'anno, sempre secondo il FMI, salirà al 2,7% dal 2,6% del 2015. Nel Def 2016 invece il deficit è stimato al 2,3% nel 2016. Il Fondo Monetario Internazionale infine bacchetta l'Italia anche in merito al livello di disoccupazione (11,4% nel 2016) il cui tasso resta di gran lunga superiore alla media dell'area euro (10,3% nel 2016 e 9,9% nel 2017).

Il fatto poi che a livello mondiale l'andamento della crescita è "troppo lento" da ormai "troppo tempo" non può essere una giustificazione per l'Italia perché nel caso di una "stagnazione secolare" come avverte il FMI ad impantanarsi per primi saranno proprio quei Paesi che già oggi stanno prosciugando le proprie risorse economiche ed il proprio capitale umano. Nel suo ultimo World economic outlook il Fondo Monetario Internazionale, tanto per non entrare a gamba tesa sulle scelte politiche dei cittadini, chiarisce che l'eventuale uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea non farà che peggiorare le cose per il Vecchio Continente e non solo poiché tale scelta potrebbe provocare "gravi danni a livello regionale e globale".

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