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Christine Lagarde sotto inchiesta per "vicenda Tapie", ma resta al FMI

Christine Lagarde, succeduta a Dominique Strauss-Kahn alla direzione del Fondo monetario internazionale, finisce sotto inchiesta per la "vicenda Tapie", con l'accusa di "complicità in falso e sottrazione di fondi pubblici".

Sembra che ultimamente il Fondo monetario internazionale non abbia troppa "lungimiranza" nello scegliere il proprio direttore generale. Prima l'arresto di Dominique Strauss-Kahn e ora l'apertura di una inchiesta nei confronti di Christine Lagarde, succeduta a DSK. La Cour de Justice de la République ha infatti messo sotto inchiesta la Lagarde per "complicità in falso e nella sottrazione di fondi pubblici" in merito alla "vicenda Tapie" accaduta quando lei era ancora ministro dell'Economia. Bernard Tapie è forse maggiormente noto come attore, esordendo nel 1996 nel film "Uomini e donne, istruzioni per l'uso". Ma Tapie, oltre ad essere anche un politico, è un uomo d'affari, proprietario tra l'altro dell'Adidas dal 1990 al 1993. E la "vicenda Tapie" riguarda proprio la vendita dell'Adidas, incarico che venne affidato all'allora banca pubblica Credit Lyonnais. Tapie sostenne che la banca acquistò consapevolmente il gruppo di abbigliamento sportivo ad un prezzo inferiore al valore legale, per poi cederla subito dopo al presidente del consiglio di gestione Robert-Louis Dreyfus per realizzare un plusvalenza. La magistratura sospetta che Christine Lagarde abbia favorito l'arbitrato, che diede ragione a Bernard Tapie, rispetto alla giustizia ordinaria, per avvantaggiare il discusso imprenditore, che ebbe dallo Stato un risarcimento da 285 milioni (403 con gli interessi) di euro. Bernard Tapie ha infatti alle spalle diverse condanne penali, tanto che la regista statunitense Marina Zenovich gli dedicò nel 2001 un film-documentario incentrato sulla sua iniziale irrefrenabile ascesa e la conseguente caduta, dal titolo emblematico "Who Is Bernard Tapie?". Christine Lagarde per desso non commento, lasciando la parola al suo avvocato che reputa i capi d'accusa "pura follia" e sottolinea che l'apertura dell'inchiesta non è "assolutamente incompatibile" con la direzione del FMI, che sembra pernsarla allo stesso modo. In una nota, infatti, il board del Fondo monetario internazionale "è fiducioso che Lagarde sarà in grado di portare avanti i suoi compiti di direttore generale".

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