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FBI vuole spiare cronologia browser internet. Amministrazione Obama ci riprova

L'amministrazione Obama tenta di modificare la Electronic Communications Privacy Act per estendere anche alla cronologia del browser internet la sorveglianza di massa. La FBI chiede infatti di poter ottenere i dati estrapolati dalla navigazione web di un utente senza il mandato di un giudice. Ovviamente solo "per scopi di sicurezza nazionale".

Il lato più oscuro di Barack Obama emerge sempre quando si tratta di sorveglianza di massa. Dopo averci già tentato 6 anni fa, l'amministrazione Obama torna all'attacco e tenta di modificare la legge sulla sorveglianza per dare alla FBI il potere di accedere alla cronologia del browser internet di una persona e ad altri dati elettronici struttando la paura del terrorismo.

A rivelarlo è il Washington Post che spiega come su richiesta della Federal Bureau of Investigation alcuni politici stanno avanzando delle proposte di legge per permettere al braccio operativo del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti di ottenere e utilizzare le "registrazioni delle transazioni elettroniche delle comunicazioni" senza alcun mandato da parte dei giudici.

Per sapere quindi per esempio l'indirizzo del protocollo internet di un utente e quanto tempo una persona trascorre in un determinato sito web alla FBI basterebbe infatti emettere una "national security letter" (NSL), una citazione amministrativa che puo essere redatta da un qualsiasi agente speciale (si pensi a Fox Mulder di X Files) che vuole raccogliere informazioni ovviamente "per scopi di sicurezza nazionale".

Il direttore della FBI James B. Comey ha ammesso che fare questa modifica alla legge Electronic Communications Privacy Act (ECPA) è di massima priorità per il bureau. Consentire alla FBI di ottenere informazioni sensibili sulle attività on-line degli utenti senza il mandato di un giudice rischia però di violare la privacy e l'intimità delle persone.

Se la FBI potrà infatti ottenere a sua discrezione, per esempio, la cronologia di navigazione, le informazioni sulla geolocalizzazione e persino alcuni dati delle email il governo americano avrà quindi potenzialmente in mano, incrociando tutti questi dati, i profili di milioni di utenti. E questo vuol dire sapere l'appartenenza politica di una persona, le sue condizioni mediche, che religione professa e quali sono i suoi gusti sessuali nonché gli spostamenti quotidiani.

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