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FBI raccoglie in gran segreto 434mila scansioni iride per database biometrico

La FBI ha raccolto negli ultimi tre anni ben 434.000 scansioni dell'iride attraverso un loro "programma pilota" e quindi "senza alcun dibattito pubblico o sistema di controllo" come denuncia la American Civil Liberties Union. Attualmente in California si stanno raccogliendo una media di 189 scansioni dell'iride al giorno, il che ha permesso alla FBI di creare un vero e proprio database biometrico nazionale.

La FBI ha raccolto negli ultimi tre anni ben 434.000 scansioni dell'iride attraverso un loro "programma pilota", e quindi praticamente sconosciuto ai più. A rivelarlo è l'inchiesta condotta da The Verge, che spiega come il progetto pilota sia stato lanciato nel settembre 2013 ed abbia visto la FBI collaborare con le agenzie in Texas, Missouri e California. Il tutto "senza alcun dibattito pubblico o sistema di controllo" come denuncia la American Civil Liberties Union.

Secondo i documenti ottenuti da The Verge, nel 2016 in California si stanno raccogliendo una media di 189 scansioni dell'iride al giorno, attraverso le contee di Los Angeles, San Bernardino e Riverside. Il più produttivo a livello nazionale sembra essere però il Dipartimento dello sceriffo di San Bernardino (proprio la città dove è avvenuta la strage compiuta nel dicembre 2015 da due terroristi dell'ISIS), poiché ha raccolto circa 200.000 scansioni dell'iride dagli arrestati nel corso degli ultimi due anni e mezzo. Non è chiaro se gli arrestati siano stati messi al corrente di far parte di questo progetto pilota della FBI, che nel 2013 aveva appena 30mila scansioni.

Il progetto della FBI sarebbe partito da un semplice test delle tecnologie disponibili, ma successivamente è cresciuto in qualcosa di molto più ambizioso, e al limite del segreto. L'agenzia federale è così riuscita a creare un vero e proprio database biometrico nazionale, condividendo tali informazioni anche con altri enti governativi quali la US Border Patrol (che ha sostanzialmente il compito di impedire l'entrata di clandestini negli States) e il Pentagono.

Per ottenere una scansione dell'iride normalmente si utilizza la fotografia a infrarossi, tecnica che non necessita quindi di un contatto fisico come quando si prendono le impronte digitali. Molte persone quindi, se non debitamente informate, potrebbero non essersi neanche accorte di aver subito una scansione dell'iride. Le scansioni dell'iride inoltre vengono fatte anche ad arrestati per reati minori, e ben prima di una condanna.

Una volta in mano alla FBI, le scansioni dell'iride vengono catalogate assieme alle impronte digitali e le foto segnaletiche dell'arrestato. E forse anche una scansione facciale, magari estrapolata da un selfie postato su Facebook, dove l'utente poco intelligentemente ha provveduto negli anni ad autoschedarsi.
A giugno infatti il Government Accountability Office, sezione investigativa del Congresso degli Stati Uniti d'America dedita all'auditing e alla valutazione, ha scoperto che sono state eseguite centinaia di milioni di scansioni facciali, estrapolate anche da decine di milioni di foto della patente di guida di persone che non erano collegate ad alcun crimine.

The Verge spiega che di norma le agenzie federali sono tenute a presentare relazioni sulla privacy in merito a tutti i progetti che coinvolgono i dati personali. A tre anni dall'inizio del progetto pilota, però, la FBI non ha ancora effettuato alcuna valutazione sul possibile impatto sulla privacy.

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