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FBI arresta i Macchia Nera di New York: volevano irradiare Obama coi raggi X

Dopo che Edward Snowden ha fatto scoppiare il caso PRISM, la NSA fa sapere al mondo quanti attentati terroristici è riuscita a sventare grazie al sistema di sorveglianza internet e telefonico. Da ultimo, l'FBI rende noto l'arresto di due uomini a New York che aveano proggettato un'arma a raggi X mobile in grado di uccidere silenziosamente le persone, tra cui Barack Obama, degna di Macchia Nera di Topolino.

Dopo che Edward Snowden ha fatto scoppiare il caso PRISM, il sistema di sorveglianza internet e telefonico da parte della NSA (National Security Agency), gli Stati Uniti e le sue agenzie di sicurezza hanno avuto la premura di informare il mondo su quanti attentati terroristici sono riusciti a sventare. Keith Alexander, il capo della NSA, nel corso di una audizione al Congresso USA, ha sottolineato infatti che grazie a PRISM sono stati evitati ben 50 attacchi a partire dall'11 settembre 2011, tranne naturalmente quelli andati a segno, come potrebbe far notare ironicamente qualcuno.

In altre parole, gli Stati Uniti sembrano continuare a sostenere che i diritti inalienabili dell'uomo, come quello della privacy (intimità in italiano) possono essere calpestati in nome della sicurezza (la loro naturalmente). Seguendo tale ragionamento, paradossalmente quindi un bel giorno un Paese potrebbe decidere di sterminare parte della popolazione della Terra, giustificando tale progetto (ma solo una volta che sarà scoperto) spiegando che così si è potuto risolvere il problema della fame nel mondo.

Intanto la FBI informa che è stato arrestato un uomo di New York che avrebbe voluto uccidere il presidente Barack Obama, strenuo difensore di PRISM, addirittura utilizzando un'arma di distruzione di massa. Secondo l'FBI Glendon Scott Crawford, 49 anni, di Galway, avrebbe infatti trascorso mesi e mesi a progettare e costruire un sistema a raggi X in grado di emettere quantità letali di radiazioni ionizzanti. Per portare a compimento il suo piano, Crawford avrebbe reclutato Eric J. Feight, 54, di Hudson, anche lui arrestato. Secondo l'FBI, l'arma a raggi X sarebbe stata "funzionante" e "letale", e i due uomini avevano intenzione di nasconderla in un camion, anche perché in grado di azionarla da remoto.

Se in questo caso l'FBI si è servita di PRISM non è chiaro, mentre è noto che gli investigatori hanno intercettato alcune conversazioni dove avrebbero scoperto che Crawford avrebbe contattato il Ku Klux Klan e che avrebbe ribattezzato il suo progetto "Hiroshima in un interruttore della luce" (Hiroshima on a light switch). A tradire Crawford, però sembra che sia stato proprio il KKK, che avrebbe informato l'FBI dopo che l'uomo aveva chiesto dei fondi all'organizzazione descritta da Wikipedia "di stampo spesso terroristico a contenuti razzisti e che propugnano la superiorità della razza bianca". Evidentemente, l'Hiroshima in un interruttore della luce era troppo anche per il Ku Klux Klan. Fatto sta, che due agenti dell'FBI, stando a quanto racconta l'Abc News, sono entrati nel KKK sotto copertura ed hanno aiutato Crawford e Feight a trovare i pezzi necessari per la loro arma, che sarebbe alimentata attraverso la presa accendisigari del camion. Gli agenti, infatti, reputano tale arma un sistema a raggi X mobile in grado di uccidere silenziosamente le persone che i presunti terroristi ritenevano "indesiderabili" attraverso l'emissione di 8 o 10 gray (l'unità di misura della dose assorbita di radiazione del Sistema Internazionale). Una trama degna del diabolico Macchia Nera di Topolino. Secondo l'FBI, i due uomini avrebbero dovuto collegare i componenti finali della loro arma martedì scorso, giorno in cui sono stati poi arrestati. Dopo la notizia dell'arresto, il procuratore Richard Hartunian ha quindi invitato le persone a "rimanere vigili nello scoprire e fermare potenziali terroristi".

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