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Priebke, video intervista su autobiografia "Vae victis": Gap volevano rivoluzione

Il legale di Erich Priebke pubblica un video testamento che fa parte dell' "intervista sulla sua autobiografia - Vae victis", dove l'ex ufficiale delle SS parla dell'eccidio delle Fosse Ardeatine e di come, a suo giudixio, i Gap comunisti erano a conoscenza che dopo l'attentato di via Rasella ci sarebbe stata una rappresaglia. Priebke spiega: "i Gap volevano la rivoluzione, che però non c'è stata".

Mentre prosegue il giallo della "sparizione" della salma di Erich Priebke, viene pubblicato il video-testamento dell'ex ufficiale delle SS che ha partecipato all'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il video testamento di Erich Priebke è stato diffuso dal suo legale, Paolo Giachini che poco prima aveva rilasciato una intervista esclusiva a oltreradio.it dove chiarisce: "Non è vero che Priebke non si è pentito. Il mio assistito si è più volte comunicato e confessato in chiesa. Priebke ha incontrato, in forma privata, familiari di alcuni caduti delle Fosse Ardeatine". Per quanto riguarda il destino della salma di Priebke, Giachini afferma di non essere "a conoscenza di dove sia in questo momento il corpo di Priebke", aggiungendo: "Questo è scandaloso. Denunceremo tutto alle autorità competenti". Il legale di Priebke rivela quindi di aver "preso contatto con il console dell'Ambasciata tedesca in Italia che in queste ore si sta occupando della questione in una riunione con l'ambasciatore" e per questo la famiglia dell'ex SS sta attendendo "notizie dopo la richiesta che la salma sia mandata in Germania".

Tornando al video testamento, Erich Priebke ricostruisce la strage di via Rasella. L'ex SS racconta che che "i Gap (Gruppi di Azione Patriottica, ndr) comunisti italiani hanno fatto un attentato contro una compagnia della polizia tedesca", aggiungendo che "questo attentato fu fatto sapendo che dopo ci sarebbe stata la rappresaglia, poiché Kesselring quando ha preso il comando qui in Italia ha fatto affiggere su tutti i muri un avviso con la spiegazione che qualunque attentato contro i tedeschi sarebbe stato punito con una rappresaglia". Priebke sembra lasciar intendere che il modus operandi del "dieci ad uno" delle SS a seguito di un attentato contro i tedeschi "era ben risaputo" e quindi i Gap avrebbero messo in atto la strage di via Rasella "appositamente". Priebke sposa quindi quella tesi, già sostenuta da altri in passato, che i Gap abbiano volontariamente cercato "la rappresaglia" da parte delle SS per smuovere dall'indifferenza la popolazione di Roma nei confronti dei tedeschi e dei fascisti repubblicani e di conseguenza scatenare finalmente "la rivoluzione". Rivoluzione però che "non è avvenuta" come sottolinea Erich Priebke.

Priebke parla poi della sua personale esperienza per l'esecuzione avvenuta alle Fosse Ardeatine, precisando che la sua reazione fu simile a quella di "tutti gli altri" commilitoni tedeschi, e racconta: "Per noi fu terribile fare una cosa così. Il capitano Schultz, eletto da Kappler come organizzatore della rappresaglia, aveva fatto la guerra nel fronte contro i russi ed era più abituato alla morte e alle rappresaglie. Per me, come per il mio camerata ed altri, era invece una cosa terribile". Priebke aggiunge quindi: "Naturalmente non era possibile rifiutarsi, poiché Schultz prima di cominciare la rappresaglia ha chiarito a tutti che questo era un ordine di Hitler, e che chi non voleva uccidere si poteva mettere direttamente con le vittime, perché anche lui sarebbe stato fucilato". Il video testamento di Erich Priebke, che fa parte dell' "intervista sulla sua autobiografia - Vae victis", si chiude con una frase dell'ex SS nel corso della pubblica udienza tenutasi il 3 aprile 1996 di fronte al Tribunale Militare di Roma, quando al gup l'imputato risponde: "...sento, dal profondo del cuore, il bisogno di esprimere le mie condoglianze per il dolore dei parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine ...come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto, per me l'ordine di partecipare all'azione fu una grande tragedia intima ...io penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel loro dolore". Ai posteri l'ardua sentenza.

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