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Soppressione Equitalia: respinta proposta M5S. PD: era sanatoria da 144 miliardi

La Camera, con un unico emendamento, ha respinto la proposta di legge sulla soppressione di Equitalia presentata dal MoVImento 5 Stelle. Il PD spiega che il motivo principale consiste nel fatto che prevedeva una sorta di maxi sanatoria da 144 miliardi, ed assicura che rientrerà nella legge delega di riforma fiscale del governo Renzi.

L'Assemblea della Camera ha oggi proseguito l'esame della proposta di legge a prima firma di Azzurra Cancelleri (MoVimento 5 Stelle) in merito alla Soppressione della società Equitalia e al trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all'Agenzia delle Entrate, nonché determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione, del cui testo la Commissione propone la reiezione con l'emendamento Causi 1.5, che viene approvato. A seguito del voto, quindi, la proposta di legge è stata respinta. Sul blog di Beppe Grillo, il M5S lamenta proprio il fatto che in Aula non ci sia stata neppure una discussione, visto che la proposta di legge è stata respinta attraverso un emendamento di una riga che chiedeva, appunto, la soppressione della proposta.

Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale si era dichiarato favorevole invece a votare la proposta di legge in merito alla soppressione di Equitalia, con Massimo Corsaro, componente della commissione Bilancio, che in Aula ha dichiarato: "E’ da tempo che sosteniamo la necessità di abolire Equitalia chiedendo anche lumi sui suicidi e sulle imprese costrette a chiudere a causa delle cartelle esattoriali della società il cui costo del denaro rasenta il tasso di usura. - aggiungendo - Equitalia è lo strumento attraverso cui lo Stato si de-responsabilizza davanti alle famiglie e alle imprese. Molti partiti ne hanno chiesto l’abrogazione. Noi diciamo 'se non ora quando?' Chi impedirà l’approvazione di questa pdl o il suo esame, non avrà più legittimità di profferire verbo davanti agli italiani".

Contro la proposta, la maggioranza di governo ed in particolare il Partito Democratico, che già il 7 giugno, attraverso Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio, aveva sotenuto che "la proposta di legge che il MoVimento 5 Stelle ha portato in Aula per la soppressione di Equitalia, contiene una maxi-sanatoria dei ruoli esistenti con un costo, se mai approvata, di 144 miliardi di mancate entrate per la pubblica amministrazione" tanto da anticipare che sarebbe stata chiesta "una relazione tecnica alla Ragioneria Generale dello Stato per certificare in modo inoppugnabile l'irrealizzabilità di questa balzana proposta". A seguito del respingimento della proposta di legge sulla soppressione di Equitalia, sempre Causi ribadisce che "non poteva comunque essere sottoposta al voto per assenza di copertura finanziaria" come avrebbe evidenzianto "la relazione tecnica", assicurando però che "la riforma della riscossione e la riorganizzazione di Equitalia sono già scritte nella legge delega di riforma fiscale che il governo Renzi ha cominciato ad attuare con il primo decreto dedicato alle semplificazioni fiscali. - aggiungendo - La riforma prevede di differenziare le modalità di riscossione, rendendo più leggere e meno onerose quelle relative a somme di modesta entità, di riorganizzare norme e organizzazione per la riscossione locale e di rivedere l'assetto di Equitalia e il suo funzionamento".

Il deputato del PD spiega quindi che era stato proposto al M5S "di riportare in Commissione la discussione su Equitalia e di basarla sul testo della delega fiscale" ma che di fronte al rifiuto dei pentastellati "la maggioranza non poteva che respingere il progetto di legge, per senso di responsabilità e per non creare un vero e proprio caos nel delicatissimo settore della riscossione dei tributi". Marco Causi quindi conclude: "L'unico obiettivo dei 5S era un facile e demagogico richiamo populistico anti-tasse, e non certo la volontà di confrontarsi e di contribuire a un processo di riforma. - promettendo - Anche in questo campo, il governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene manderà in porto questa importante riforma, con l'obiettivo di tutelare la legalità ma anche di ridurre i costi e gli adempimenti a carico dei cittadini, soprattutto per le somme di piccola entità".

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