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Letta si è dimesso. Quirinale: al via consultazioni. M5S: "presa per il culo"

Enrico Letta si è dimesso da Presidente del Consiglio. Per Beppe Grillo, leader del MoVimento 5 Stelle, le consultazioni che prendono il via sono "un'immensa presa per il culo". Matteo Renzi, infatti, si è già autocandidato per salire a Palazzo Chigi, non prima di aver "ringraziato" letta per il lavoro svolto, tanto che l'ex premier commenta: "farisei".

"Al Quirinale a rassegnare le dimissioni al Capo dello Stato. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. 'Ogni giorno come se fosse l'ultimo' " cinguetta Enrico Letta prima di salire al Colle da Giorgio Napolitano. Matteo Renzi, nel corso della direzione del PD, è riuscito finalmente nella sua scalata verso Palazzo Chigi, rottamando Enrico Letta, non prima di averlo "ringraziato per il lavoro svolto". Un ringraziamento che Enrico Letta avrebbe giudicato da "farisei". Subito dopo le dimissioni, Giorgio Napolitano annuncia di essere intenzionato ad iniziare subito le consultazioni, evitando la cosiddetta parlamentarizzazione della crisi, avvenuta tutta interna al PD. Anche Enrico Letta, d'altronde, non pare essere intenzionato a farsi sfiduciare dalle Camere. In una nota del Quirinale, infatti, viene spiegato che le "dimissioni irrevocabili" di Letta "conseguono necessariamente al deliberato assunto ieri - in forma pubblica e con l'espresso consenso dei Presidenti dei rispettivi gruppi parlamentari - dalla Direzione del Partito Democratico a favore di un mutamento della compagine governativa". Il Colle prosegue che essendo così venuto meno ad Enrico Letta "il determinante sostegno della principale componente della maggioranza di governo, il Presidente del Consiglio ritiene che a questo punto un formale passaggio parlamentare non potrebbe offrire elementi tali da indurlo a soprassedere dalle dimissioni, anche perché egli non sarebbe comunque disponibile a presiedere governi sostenuti da ipotetiche maggioranze diverse". Giorgio Napolitano sottolinea quindi che "non può che prendere atto della posizione espressa dal Presidente del Consiglio". Ed avviare le consultazioni, a cui non parteciperanno il MoVimento 5 Stelle e forse anche la Lega Nord. Le consultazioni ovviamente appaiono superflue visto che Matteo Renzi si è autocandidato a guidare il governo fino al 2018.

Sul suo blog Beppe Grillo infatti sottolinea: "Napolitano sceglierà Renzie (e non è un capriccio) che non è parlamentare, che non si è mai candidato nel ruolo di presidente del Consiglio durante le elezioni. Lo farà, come lo ha fatto per Monti e per Letta, ignorando il Parlamento, la Costituzione e la volontà degli italiani per la terza volta. - e aggiunge - Ora Napolitano darà via al rito delle consultazioni che dovrebbe per decenza risparmiarci. Un'immensa presa per il culo, il Presidente a vita riceverà le delegazioni dei partiti che rilasceranno all'uscita del Quirinale le solite frasi condite di ipocrisia ormai insopportabile". Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, sottolinea: "Questa volta sono d'accordo con Beppe Grillo. Queste consultazioni sono inutili e, se fossi il segretario della Lega, non andrei al Quirinale". Su Facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, scrive: "Italia, terzo premier nominato e non eletto. Italia, Stato ridicolo, servo di Bruxelles e di Berlino. Noi non staremo a guardare e faremo proposte, ma la strada più seria sarebbero le elezioni subito".

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