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Letta governo: stop IMU 2013 giugno, no IVA 22% e mutui agevolati

Enrico Letta promette che il suo governo si farà promotore di alcuni provvedimenti per il rilancio dell'economia, tra cui la "rinuncia all'inasprimento dell'IVA" al 22% a luglio, "affitti e mutui agevolati per giovani coppie" e superamento dell'attuale sistema di tassazione della prima casa, con stop ai pagamenti di giugno dell'IMU 2013".

"Ora bisogna lavorare tutti insieme per formare e dare opportunità ai giovani, innalzare la qualità, servire al meglio i clienti" spiega Enrico Letta in uno dei suoi molti passaggi inseriti nel discorso programmatico presentato alla Camera, prima del voto di fiducia. Enrico Letta parla delle priorità del suo governo, dal lavoro alla questione degli esodati, sottolineando come "la crescita economica di un Paese richiede una strategia complessa che eviti dispersioni a pioggia delle poche risorse e che possa innescare meccanismi virtuosi". Per prima cosa, però, Enrico Letta comprende che il suo governo deve adottare del provvedimenti che, per quando non sufficienti se presi da soli per il rilancio dell'economia, serviranno per dare una boccata d'ossigeno ai cittadini, strozzati nella morsa di una pressione fiscale senza precendenti. Per questo motivo, Enrico Letta promette quindi lo stop dei pagamenti della prima rata di giugno dell'IMU 2013 prima casa, oltre che il non aumento dell'IVA dal 21% al 22%, che sarebbe scattato a luglio.

Serve "una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell'edilizia, - promette quindi Enrico Letta - includere incentivi per ristrutturazioni ecologiche, affitti e mutui agevolati per giovani coppie e poi bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa, intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo al governo e al Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti". La prima rata dell'IMU 2013 sulla prima casa, il cui pagamento era in programma a giugno, non dovrà quindi essere saldata, secondo le modalità che renderà note il governo Letta nei prossimi giorni. Enrico Letta poi chiarische che "misure ulteriori dovrebbero essere il pagamento di parte dei debiti delle amministrazioni pubbliche, l'allentamento del Patto di stabilità interno, la rinuncia all'inasprimento dell'IVA, l'aumento delle dotazioni del Fondo centrale di garanzie per le piccole e medie imprese e del Fondo di solidarietà per i mutui".

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