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Letta a Van Rompuy: disoccupazione giovanile livelli allarmanti

Enrico Letta scrive una lettera a Herman Van Rompuy, presidente del consiglio europeo, per sottolineare che la "disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti" e che se l'UE non riuscirà ad invertire questo trend rischia di diventare un "problema strutturale". Il tema della disoccupazione giovanile sarà quindi al centro dell'agenda del prossimo vertice europeo del 27 e 28 giugno.

Herman Van Rompuy, presidente del consiglio europeo, ha accolto la richiesta di mettere al centro dell'agenda del prossimo vertice europeo del 27 e 28 giugno il problema della disoccupazione giovanile, come proposto dal premier Enrico Letta nel corso del Consiglio europeo di pochi giorni fa a Bruxelles. Letta è stato talmente felice della disponibilità di Van Rompuy da scrivergli una lettera, dove sottolinea che "la lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta la sfida prioritaria, per l'Italia e per l'Europa". Anche perché, se non verrà trovata una efficace soluzione al problema, l' UE rischia di affondare, trascinando giù anche le altre economie mondiali che perderebbero (come stanno cominciando a perdere) una fetta imponente di mercato. "I dati delle recenti previsioni economiche della Commissione dimostrano che il problema della disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri" evidenzia Enrico Letta a Van Rompuy, con percentuali che in Italia sfiorano il 40% mentre superano di gran lunga il 50% fino quasi a toccare il 60% in Spagna e Grecia.

"Senza misure straordinarie e mirate non sarà possibile invertire questo trend, aumentando il rischio che la disoccupazione giovanile diventi strutturale" avverte quindi Enrico Letta, assicurando subito dopo Herman Van Rompuy che naturalmente "il ritorno ad una crescita capace di generare occupazione giovanile di qualità e sostenibile nel tempo è legato alla capacità dei sistemi nazionali di mantenere finanze pubbliche sane e di adottare riforme strutturali". Letta però fa notare che "se le istituzioni europee non si dimostrano capaci di intervenire per risolvere il problema della disoccupazione, finiranno per alimentare sentimenti di frustrazione e risentimento, terreno ideale per la crescita di movimenti populisti ed anti-europeisti". Il premier italiano ricorda che "il Consiglio europeo di febbraio 2013 ha deciso la costituzione di una Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, dotata di 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020" ma chiarisce che per affrontare il problema occorre fare di più, proponendo alcune soluzioni.

"Bisogna stimolare la creazione di un vero mercato del lavoro europeo, rimuovendo le barriere che ancora impediscono la fluidità della libera circolazione dei lavoratori, anche mediante nuove iniziative legislative da parte della Commissione, rafforzare il sistema EURES e migliorare il coordinamento tra i servizi pubblici per l'impiego nazionali. - spiega Letta - E' necessario investire in uno statuto europeo dell'apprendistato, sulla base di un quadro comune di qualità". Letta poi propone al Consiglio europeo di "dare indicazioni affinché il Fondo possa incentivare la creazione di nuova occupazione per i giovani, anche finanziando tagli agli oneri fiscali e contributivi per le nuove assunzioni" visto che "l'elevato carico fiscale e contributivo che grava sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che più frenano la creazione di nuova occupazione e la competitività". Carico fiscale che grava soprattutto nelle tasche di italiani e francesi, che hanno le tassazioni più alte.

Letta non dimenttica poi "il ruolo delle PMI nella creazione di lavoro" e fa notare che "dati i limiti del bilancio dell'Unione, ulteriori risorse dovranno venire dai bilanci nazionali. - precisando - E' necessario allora riflettere su come ampliare gli spazi disponibili per le finanze pubbliche nazionali, sfruttando le possibilità offerte dal Patto di Stabilità e di crescita". Ciò che Letta chiede, quindi, è che il "beneficiare di reali margini di flessibilità per investimenti volti alla promozione dell'occupazione", parte naturalmente "di un quadro complessivo di riforme nel contesto del semestre europeo". Herman Van Rompuy approderà a Roma il 31 maggio proprio per approfondire con il premier Letta queste tematiche e magari per riuscire a delineare le linee d'azione da tirare al vertice europeo del 27 e 28 giugno.

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