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Enrico Letta batte M5S: scongelatevi. Incomunicabilità è frustrante, per Italia

Enrico Letta incontra, in diretta streaming, il MoVimento 5 Stelle, chiedendo ai pentastallati che devono "scongelarsi" perché "l'incomunicabilità" è un problema per il Paese. Enrico Letta, chiarendo che chiederà la fiducia a tutto il Parlamento, invita il M5S a rendersi meno "indisponibile" verso le altre forze politiche.

Enrico Letta incontra in diretta streaming il MoVimento 5 Stelle, e ne esce nettamente vittorioso, chiudendo le consultazioni ricordando anche al loro capo politico, Beppe Grillo, che "Dio è morto, ma è anche resuscitato dopo tre giorni". Beppe Grillo oggi, infatti, sul suo blog ha postato l'intervento "Il 25 aprile è morto" parafrasando il testo scritto da Francesco Guccini e cantato dai Nomadi "Dio è morto". Enrico Letta chiarisce che se scioglierà la riserva, il suo governo si presenterà davanti "a tutto il Parlamento" per chiedere la fiducia. Letta promette un governo "snello e sobrio" ma con "persone in grado di accendere subito la macchina del Ministero" che gli verrà affidato, e quindi che non abbiano bisogno di una "scuola guida ma che sappiano già guidare". Per Enrico Letta, infatti, "esperienza e competenza sono essenziali" per il governo che dovrà nascere, mentre un parlamentare "grillino" presente alle consultazioni afferma invece che "non serve l'esperienza", ma forse solo tanta buona volontà da come lascerebbe intendere. Enrico Letta va però al sodo, e chiarisce che se sarà a guida del prossimo governo, tre saranno i macro-obiettivi da raggiungere. Il primo obiettivo, è tamponare "l'emergenza economica e sociale" perché è necessario, sottolinea Enrico Letta, "far ripartire il Paese dopo che ha toccato il fondo".

"L'emergenza di natura fiscale" è la priorità assoluta, e forse a tal proposito Enrico Letta potrà utilizzare "la ricetta" che gli ha proposto Angelino Alfano nel corso delle consultazioni odierne, basata sugli 8 punti di programma del PDL. Sia Alfano che Letta hanno ammesso che a tal proposito ci sono delle aperture, ma che permangono ancora molti nodi da sciogliere. Davanti al MoVimento 5 Stelle, Enrico Letta, oltre a delineare gli altri problemi dell'Italia da risolvere che vanno dal Mezzogiorno alla disoccupazione giovanile, fissa gli altri due obiettivi. Da una parte, mettere in piedi "un governo capofila in Europa", per renderla diversa affinché non sia percepita solo come "un ostacolo ma come una sorta di grande Erasmus". Dall'altra, Enrico Letta promette una vera "riforma della politica" aprendo anche all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. "Legherò il mio governo alla riforma della politica" assicura Letta, ma proprio perché riguardo le riforme costituzionali serve una larga intesa in Parlamento, il futuro premier chiede al MoVimento 5 Stelle di mettere da parte la loro "indisponibilità a mescolare le loro idee con quelle degli altri". "Bisogna superare questo problema di incomunicabilità" sottolinea Enrico Letta al M5S, facendo notare che "per il bene dell'Italia è importante una volontà reciproca" altrimenti questo non voler partecipare alle scelte, rimandendo solo sulle proprie posizioni, sarà alla lunga "frustrante", soprattutto per il Paese.

Vito Crimi e Roberta Lombardi cercano di obiettare, respingendo l'idea di un MoVimento 5 Stelle non comunicativo, ma Enrico Letta insiste sulla loro "non reciprocità", ricordando che se i pentastellati hanno un questore e un vicepresidente in Parlamento è perché sono stati votati dal PD. Anche sulla questione dell'elezione del Presidente della Repubblica, Enrico Letta fa notare come Stefano Rodotà, che è stato presentato dai "grillini" come il "presidente dei cittadini", è stato votato solo da 4.000 iscritti del M5S, sottolineando come invece il PD abbia chiesto una convergenza ai pentastellati sul nome di Romano Prodi, che era nella rosa delle Quirinarie, ottenendo solo una chiusura. "Penso che per il bene delle istituzioni bisogna fare dei passi verso l'altro - insiste quindi Enrico Letta - Stare negli angoli non è un bene per il Paese". "L'inconcludenza in politica crea solo un nulla di fatto - precisa quindi Enrico Letta - perché solo mescolandosi si possono fare le riforme", soprattutto quelle costituzionali. "O si ritrova la politica o non si salva nessuno", chiarisce Enrico Letta, ma il MoVimento 5 Stelle sembra ancora non aver recepito il messaggio, anche se promette che la loro "opposizione sarà costruttiva". Quello che stupisce, è che il MoVimento 5 Stelle confessa che a Giorgio Napolitano aveva presentato l'idea di formare "un governo al di fuori dei partiti", quindi un governo tecnico, mentre il Capo dello Stato ha chiarito ai pentastellati che al Paese ne serve uno prettamente e solidamente politico. Soprattutto dopo una tornata elettorale.

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