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Discorso Letta fiducia Senato: se cade governo rischio fatale per Italia. Diretta

Enrico Letta, nel corso del suo discorso al Senato che anticipa il voto di fiducia, afferma che con la caduta del governo l'Italia correrebbe un "rischio fatale", promettendo al contempo meno tasse e il completamento delle riforme istituzionali nei prossimi 12 mesi.

"Dipende da noi cogliere o non cogliere l'attimo, per evitare che l'Italia corra un rischio fatale" afferma prima di tutto Enrico Letta nel corso del discorso che sta pronunciando al Senato per chiedere una seconda fiducia. "Dipende da un sì o da un no" afferma infatti Enrico Letta, ricordando come Giorgio Napolitano quando è stato eletto per la seconda volta invitava alla "coesione nazionale". Il premier sottolinea quindi come finora il monito del Capo dello Stato "ha avuto come seguito il massimo impegno da parte di tutte le forze politiche". "I componenti del governo hanno dato prova di lealtà, tutti, senza rinunciare alla propria identità politica" continua Enrico Letta al Senato, sottolineando come l'Italia abbia "fatto passi avanti, fino a poco tempo fa impensabili". Enrico Letta prosegue il discorso al Senato per ottenere il voto di fiducia precisando che gli italiani sono stanchi delle polemiche e degli scontri tra i partiti", affermando che "solo chi ha una identità debole soffre al confronto con le identità altrui". Enrico Letta chiarisce quindi che "il Parlamento è il luogo della sovraniità popolare" e quindi, visto che il governo che guida "è nato in Parlamento" se "dovrà morire deve spirare in Parlamento, alla luce del sole e davanti agli italiani". Enrico Letta afferma quindi che l'ultima "vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi" si è sovrapposta all'azione di governo, "condizionando il dibattito pubblico" e creando "una settimana fa una situazione insostenibile".

Letta sottolinea quindi come il governo "può continuare a vivere solo se convincente nel programma e se focalizzato sui problemi" dell'Italia, mentre "tutto il resto genera caos, disagio e smarrimento ai cittadini". Se cade il governo, avverte quindi Enrico Letta nel discorso al Senato, la "stabilità sarà messa a repentaglio", precisando che è proprio l'instabilità "è una delle cause della mancanza di crescita e di vedute" dell'Italia. "Una crisi significherebbe contrarre ancora gli orizzonti dell'Italia, e sedersi nuovamente sul banco degli imputati in Europa e nel mondo - prosegue Letta - Significa rinunciare alle riforme della politica e delle istituzioni, che invece possono essere rapidamente approvate". "Il tempo di attesa è scaduto" dichiara Letta, dicendosi certo che "con questa legge elettorale, con questo assetto bicamerale paritario, con la frammentazione paritica si corre il rischio che anche il prossimo governo sia di larghe intese". Enrico Letta promette quindi nel discorso al Senato che precede il voto di fuducia che il governo è pronto "per completare la riforma dell'assetto istituzionale in 12 mesi da oggi". "Ce la possiamo fare" esorta quindi Enrico Letta, ricordando come sull'Italia negli ultimi anni sia piombato "un cataclisma nell'economia e nella società". Per questo, il premier afferma che "le elezioni oggi protrebbero fare danni irreparabili", promettendo che è essenziale "rispettare gli impegni con l'Europa". Per quanto riguarda la pressione fiscale, Enrico Letta promette quindi che il suo governo si impegnerà per una "riduzione delle tasse" promettendo un "contenimento spesa pubblica" ma non con tagli lineari. Per essere chiaro, quindi, Enrico Letta assicura che a breve ci saranno "più soldi in busta paga per dipendenti, più margini di competitività per le imprese, più incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato e maggiori sgravi fiscali".

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