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Varato parere sul decreto appalti pubblici, riferisce Borghi (PD)

"Abbiamo varato oggi il parere in commissione sul nuovo decreto legislativo in materia di appalti nei lavori pubblici e di concessioni", comunica Enrico Borghi del Partito Democratico.

"Abbiamo varato oggi il parere in Commissione sul nuovo decreto legislativo in materia di appalti nei lavori pubblici e di concessioni. Un lavoro intenso svolto con impegno e competenza dalla relatrice on. Raffaella Mariani, nel quale come PD abbiamo lavorato su alcuni punti caratterizzanti" riferisce in un comunicato il parlamentare PD Enrico Borghi.
"Anzitutto, - spiega - chiarendo il sistema nelle norme per evitare vuoti legislativi, caos interpretativi e contenziosi. E definendo quindi un periodo transitorio senza soluzioni di continuità normativa. Importanti anche i passaggi sulle concessioni (autostradali in testa) per le quali si escludono proroghe e si introducono sanzioni per il mancato rispetto dei contratti e degli investimenti. Ancora, allineamento delle stazioni appaltanti alla legge di riforma degli enti locali (e quindi unioni di comuni ed enti di area vasta). E procedure esatte per il dibattito pubblico, tempi certi ed omogeneità per i decreti attuativi".
"Recependo preoccupazioni e istanze delle parti sociali, abbiamo reintrodotto la soglia del 30% per i subappalti e l'obbligo della previsione delle clausole sociali in caso di passaggi di contratti. - precisa quindi il deputato - Ci sarebbero molte altre cose da richiamare, ma su tutte faccio un richiamo alle zone montane con la previsione del recepimento delle discipline speciali per tali zone previste dalla legge 97/94 in materia di affidamento lavori a cooperative, con particolare riguardo al comparto forestale".
"Ora la palla passa al governo, - osserva l'esponente dem - che entro il 18 aprile emanerà il decreto legislativo, e poi all'Autorità Nazionale Anticorruzione alla quale abbiamo affidato il compito della stesura delle linee guida per delegificare, semplificare e modernizzare il settore. Da oggi l'Italia è un paese meno borbonico, e più europeo, nel campo dei lavori pubblici. Non mi pare poca cosa".

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