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PD, Zoggia Renzi e Guidi: governo chiarisca iniziative su Eni Versalis

"Chiedo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, se il governo valuti il settore della chimica ancora un asset strategico per il nostro Paese" domanda in una lettera aperta il deputato del PD Davide Zoggia invitando il governo a fare "chiarezza su quali iniziative intenda promuovere" in merito allo stabilimento Eni Versalis.

"Chiedo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, se il governo valuti il settore della chimica ancora un asset strategico per il nostro Paese" domanda in una lettera aperta il deputato del PD Davide Zoggia, sottolineando: "Ritengo che questo comparto non possa essere smantellato se un Paese vuole restare leader delle produzioni".
Il parlamentare osserva quindi: "Da una parte si annunciano e si presentano progetti di grande livello legati a questo ambito, come quello del Greendiesel, dall'altro si assiste quasi disinteressati allo smantellamento di una realtà che invece andrebbe potenziata e rilanciata. Stiamo parlando ovviamente dello stabilimento Eni Versalis. - aggiungendo - Non sono lussi che ci possiamo permettere. La ripresa passa dalla continua ricerca di nuovi prodotti e dal potenziamento della ricerca per nuove soluzioni".
"Più volte il governo ha ribadito che non intende assistere ad alcun ridimensionamento del suddetto settore industriale e continua ad auspicare che si realizzi un progetto valido in grado di assicurare prospettive di crescita e di tutela dei livelli occupazionali" prosegue l'esponente dem, auspicando: "Che si dia seguito a questa linea che interessa ben otto siti industriali tra cui Marghera e 6000 lavoratori diretti".
"Da Eni peraltro non è venuta alcuna assicurazione rispetto agli investimenti in corso e ai processi di riconversione siglati anche sulla base di accordi di programma e che riguardano prevalentemente il settore della chimica verde. - sottolinea - Dagli anni 90 assistiamo sgomenti ad un progressivo indebolimento di questa infrastruttura industriale molto importante per l'economia del Paese che rischia di ricevere un altro colpo questa volta davvero letale perché potrebbero essere pregiudicati i progetti di produzione che vedevano Porto Marghera al centro di una prospettiva di rilancio nella chimica verde con investimenti pari ad oltre 200 milioni di euro".
"È arrivato il momento che il governo faccia finalmente chiarezza su quali iniziative intenda promuovere anche alla luce delle mobilitazioni annunciate da parte delle organizzazioni sindacali affinchè vengano da parte di Eni rispettati gli accordi di rilancio industriale sottoscritti per il sito di Porto Marghera anche in riferimento alla salvaguardia dei livelli occupazionali" conclude Zoggia.

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