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Nomine Eni 2014: presidenti indipendenti. Dai servizi segreti?

La Commissione Industria del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il governo a "rinnovare i vertici di Eni, Enel, Terna e Finmeccanica seguendo un criterio meritocratico" e effettuare le nomine dei presidenti in base alla loro "indipendenza". Quali debbano essere i criteri di questa "indipendenza" non è chiaro visto che per esempio "l'Eni è un pezzo fondamentale della nostra politica di intelligence".

La Commissione Industria del Senato ha indicato al governo due impegni da seguire con la risoluzione presentata dal presidente Massimo Mucchetti (PD) e approvata oggi con il parere favorevole del viceministro dell'Economia, Enrico Morando. La risoluzione impegna quindi il governo al fatto che "l'eventuale rinnovo dell'incarico ai capi azienda uscenti deve essere subordinato alla valutazione dei risultati della loro gestione e in ogni caso non ci potrà essere un quarto mandato" inoltre "i presidenti devono essere indipendenti fin dalla prima nomina". Qualcuno potrebbe domandarsi quali siano però i parametri dell'indipendenza richiesta al presidente di un'azienda pubblica, visto che per esempio "l'Eni è un pezzo fondamentale della nostra politica di intelligence" come ha ammesso candidamente pochi giorni fa il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il senatore Mucchetti sottolinea comunque che tale risoluzione, votata da PD, M5S, Sel, Scelta civica e Popolari per l'Italia, è una "innovazione rilevante che aiuta il governo a rinnovare i vertici di Eni, Enel, Terna e Finmeccanica seguendo un criterio meritocratico: - spiegando - il capo azienda che ha fatto bene può essere confermato o, se cambiato, se ne dovrà spiegare il perché; chi ha fatto male ovvero ha esaurito la spinta propulsiva verrà sostituito. Quanto ai presidenti, il governo deciderà sulla base del contributo che hanno dato nel quadro della governance della società".

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