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Eni: bomba Milano non era per "Il Fatto" ma per "Eni Energy Store"

La bomba "a basso potenziale distruttivo" era per l'"Eni Energy Store" di corso Sempione a Milano e non per "Il Fatto Quotidiano", la cui redazione è a 50 metri più avanti. Arrivata la rivendicazione.

Il pacco bomba disinnescato il 21 febbraio a Milano davanti ad un negozio "Eni Energy Store" di corso Sempione a Milano, era proprio diretto alla multinazionale italiana e non alla redazione de "Il Fatto Quotidiano" come ha tenuto a precisare Peter Gomez a Radio 24: "Non è per noi il pacco bomba. C'è un Energy Store dell'Eni all'angolo e la bombetta incendiaria era piazzata proprio davanti alla loro vetrina". La confusione nasce dal fatto che la redazione è distante solo qualche decina di metri dal negozio dell'ENI. Gli artificieri hanno fortunatamente disinnescato la bomba in tempo visto che comunque, anche se "a basso potenziale distruttivo" avrebbe potuto coinvolgere i passanti. A fugare ogni dubbio sul destinatario dell'ordigno è giunta poi la rivendicazione, come scrive il Tgcom, "firmata da un gruppo dell'area anarchico-insurrezionalista" al sito "'Informa-azione' dell'area antagonista".

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