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Eni, Scaroni: sì al nucleare e "Chavez e Gheddafi belle brave e buone persone"

L'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni parla dal Cortina InConTra. Afferma che "chiunque si occupi di energia non può essere contrario al nucleare" e che i leader stranieri come "Chavez e Gheddafi sono tutti belle brave e buone persone, perché per me sono tutti clienti".

L'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni parla dal Cortina InConTra, ricordando la sua carriera e chiarendo che "chiunque si occupi di energia non può essere contrario al nucleare" perché "il nucleare è l'unica forma di energia che noi conosciamo e che non è intermittente e che è ad emissioni zero", concludendo che chiunque "studia le varie tematiche, non può rinnegarlo".
Probabilmente Scaroni dimentica le dichiarazioni di un paio di anni fa del Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia che dichiara a "La Repubblica" che "se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti". Sottolineando, naturalmente che tale crescita non riguarda certo l'Italia, visto che non sembra apprezzare, come invece fa la Spagna per esempio, il padre degli impianti a energia solare termodinamica.
Rubbia, che insomma è uno che "studia le varie tematiche", spiega poi che tornare al nucleare in Italia è una cosa assurda, se prima non si è pensato per esempio a dove stipare le scorie (non esiste un sito sicuro al mondo) e a dove costruire le centrali in piena sicurezza.
Ma soprattutto Rubbia evidenzia che per ottenere l'energia che servirebbe per soddisfare il fabbisogno previsto in Italia non basterebbero "quattro o otto centrali", visto che la Francia "va avanti con più di cinquanta impianti".
Il moderatore del dibattito Enrico Cisnetto poi mostra anche delle fotografie di Scaroni che lo ritraggono con il numero uno della compagnia petrolifera libica, e l'Ad dell'Eni sottolinea che in Libia probabilmente la società investirà "circa 25 miliardi di dollari", aggiungendo che per lui i leader stranieri come "Chavez e Gheddafi per esempio, sono tutti belle brave e buone persone, perché per me sono tutti clienti".
Parole che sono suonate certamente inquietanti ad alcuni ma che per ora non hanno suscitato nessuna reazione politica. Sul web c'è già chi scherza e afferma che nella logica di Scaroni, quindi, anche Osama Bin Laden potrebbe essere una "bella, brava e buona persona" se diventasse cliente Eni.

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