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Eni: Scaroni, no nucleare, Mediterraneo area chiave

L'Ad dell'Eni Paolo Scaroni, durante il congresso Milano MedForum, sottolinea come la società non è intenzionata ad entrare nella partita del nucleare italiano. Poi un'occhio all'area del Mediterraneo nordafricano, che per la società petrolifera rappresenta il "35% della produzione".

L'Ad dell'Eni Paolo Scaroni, durante il congresso Milano MedForum, sottolinea come la società non è intenzionata ad entrare nella partita del nucleare italiano, anche se considera la scelta fatta anni fa una pazzia.
Parlando di energia, Scaroni afferma che "prima di immaginare di riempire con mulini a vento località che non hanno vento e di coprire il nostro scarso territorio con pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni bisogna esplorare tutte le strade per risparmiare energia".
" I quattro Paesi petroliferi del Nordafrica , quindi Egitto , Libia , Tunisia e Algeria , pur rappresentando meno del 5% della produzione mondiale di gas e petrolio , per noi rappresentano quasi il 35% della produzione " , ha affermato Scaroni " .
Scaroni ha poi ribadito quanto sia importante l'area nordafricana per l'Eni, cioè l'Egitto, la Libia, la Tunisia e l'Algeria, ricordando che la società petrolifera ha investito lì 50 miliardi di dollari in 10 anni, dando occupazione a oltre 5mila persone. "I quattro Paesi petroliferi del Nordafrica, pur rappresentando meno del 5% della produzione mondiale di gas e petrolio - afferma l'Ad, che però ricorda che - per noi rappresentano quasi il 35% della produzione".

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