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Basilicata: impegno Eni a investire "almeno 500 milioni di euro"

Protocollo firmato in Basilicata tra Eni, sindacato, Regione Basilicata e Confindustria. Secondo CGIL l'accordo garantirà "stabilità occupazionale nei cambi di appalto, nuova occupazione ed investimenti e una serie di importanti interventi a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini lucani".

Dopo mesi di trattative e mobilitazioni è stato sottoscritto il 5 ottobre a Villa d'Agri (Potenza) il contratto di sito tra CGIL, Cisl, Uil, Regione Basilicata, Eni, Confindustria e le altre associazioni di impresa. Villa d'Agri, principale sito estrattivo nazionale di idrocarburi, è stato quindi sede, secondo una nota della CGIL, che lascia le parole di commento a Fabrizio Solari, segretario confederale, di "un importante risultato dell'azione del movimento sindacale che impegnerà la Regione e soprattutto l'Eni a garantire stabilità occupazionale nei cambi di appalto, nuova occupazione ed investimenti e una serie di importanti interventi a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini lucani". L'accordo sempre secondo il segretario confederale mette al centro della propria azione "la tutela della salute e del lavoro e un progetto compiuto per favorire lo sviluppo delle imprese locali, l'Eni e Confindustria dimostrano che uscire dalla crisi scommettendo sulla qualità è possibile, senza inseguire deroghe ai contratti o nuove gabbie salariali". La notizia interessante dal punto di vista economico è che, come si legge sempre nella nota "il Protocollo firmato oggi prevede 6 assi di interventi e di impegni, tra cui quello dell'Eni a investire almeno 500 milioni di euro". Ma soprattutto pare che siano state concordate importanti iniziative a tutela della salute e della sicurezza: "le parti concordano di promuovere l'informazione sul Piano di Emergenza esterno vigente anche al di fuori del perimetro identificato, coinvolgendo i lavoratori e le popolazione della Val d'Agri; di impegnare la Regione a potenziare l'azione dell'Arpab (Agenzia regionale per l'ambiente); impegnare la Regione a prevedere, in modo stabile e costante, in prossimità del centro oli della Val d'Agri una postazione del 118, un presidio dei vigili del fuoco, un nucleo di primo intervento specialistico anti veleni e tossicologico", sottolinea ancora la nota del sindacato.

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