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Nucleare, Enel: rubato PC con file su analisi siti impianti nucleari

Enel rende noto che un computer contenente "documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all'estero" è stato rubato, sottolineando che ciò sarebbe strano perché a pochi giorni dal referendum.

Enel ha reso noto, attraverso un comunicato, di aver "denunciato oggi alle forze di Polizia il furto di un computer contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all'estero". Il furto, spiega l'azienda del gruppo elettrico, è stato effettuato nella sede della divisione nucleare di Enel nel quartiere romano di Tor di Quinto. Nella nota l'Enel sembra voler sottolineare anche una sua riflessione, e cioè quella di ritenere "davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria". L'Enel sembra forse voler sottintendere che se alcuni di quei dati rubati fossero pubblicati, forse la bilancia dei voti per il referendum potrebbe pendere più da una parte che dall'altra. Soprattutto, potrebbe forse far notare qualcuno, se nel computer vi fosse una lista di quei siti, mai resa nota ufficialmente, su cui potrebbero sorgere le centrali nucleari in Italia, sempre se al referendum non vinceranno i SI. Il 14 marzo scorso, comunque, la lista (segreta), come la chiama il Popolo Viola, è stata d'altra parte pubblicata sul loro blog (http://is.gd/ikLoHI), diramata in precedenza dai "parlamentari del PD", come sottolineano. Tra questi 45 siti, anche quelli dove potrebbero sorgere i depositi nazionali delle scorie radioattive. Come ricorda il blog del Popolo Viola, il sottosegretario Stefano Saglia, rispondendo ad una interrogazione di Realacci (PD), confermò l'esistenza dell'elenco, anche se lo ha definito una "bozza preliminare".

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