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Siria, guerra non se ma quando. Macron come Trump: attacco prima o poi ci sarà

Dopo Donald Trump, anche Emmanuel Macron non smentisce un attacco in Siria ma precisa solamente che avverrà "quando lo riterremo più utile ed efficace". Al fianco di USA e Francia forse la Gran Bretagna, mentre Germania e Italia si tirano fuori.

Dopo gli USA, è la Francia di Emmanuel Macron a spingere sempre di più per un attacco in Siria. Sulle tempistiche, Macron non si sbilancia affermando solo che avverrà "quando lo riterremo più utile ed efficace". Non sembrano esserci troppi dubbi quindi sul fatto che un intervento militare prima o poi ci sarà. Anche Donald Trump, infatti, nel suo ultimo tweet ha solo parzialmente ritrattato "l'arrivo dei missili intelligenti", precisando però che l'attacco contro il regme di Bashar al-Assad "potrebbe essere molto presto o non così presto".

Macron annuncia infatti di avere "la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime" e poiché la Francia vuole "togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche" ad Assad, l'attacco sembra quindi ormai in agenda.
Da sottolineare però che in realtà le armi chimiche ad Assad sarebbero state già tolte nel 2014, quando nel porto di Gioia Tauro ne arrivarono ben 560 tonnellate dalla Siria per essere poi dismesse a bordo della nave americana Cape Ray.

La posizione belligerante di Macron sembra sostenuta anche dall'Unione europea, con la portavoce della Commissione Maja Kocijancic che ha sostenuto: "Nel documento che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate dal regime armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana".

Al fianco di USA e Francia potrebbe schierarsi la Gran Bretagna di Theresa May, che annuncia una riunione del governo per valutare tempi e modalità di un eventuale intervento.
La Germania invece si sfila. In conferenza stampa col premier danese a Berlino, Angela Merkel chiarisce infatti che "la Germania non prenderà parte ad eventuali azioni militari in Siria".
Pur ribadendo la ferma condanna delle violazioni dei diritti umani, anche il premier Paolo Gentiloni puntualizza che "l'Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria". La domanda quindi non è se ci sarà un guerra contro Assad, ma quando.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/04/2018

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