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Pietro Ferrero, Marcegaglia: tra i più grandi del capitalismo italiano

Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, si stringe al dolore della famiglia di Pietro Ferrero, erede del colosso della Nutella, ricordando come "scompare uno tra i più grandi rappresentati del capitalismo italiano".

Alla notizia della prematura scomparsa di Pietro Ferrero, erede del colosso della Nutella e di tutti quei prodotti dal marchio, appunto, dell'azienda di Alba, in molti hanno espresso le proprie condoglianze tra cui il governatore del Piemonte Roberto Cota, che ricorda come fosse "un manager capace e un uomo di raro spessore" nonché "simbolo di grande dedizione al lavoro e di grandi valori". Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, si stringe del dolore dei familiari, ricordando come Pietro Ferrero fosse "un imprenditore di valore e un uomo lungimirante" sottolineando come questa sia una "perdita grave per tutto il Paese" perché "scompare uno tra i più grandi rappresentati del capitalismo italiano". Pietro Ferrero, colpito da un malore mentre passeggiava in bicicletta in Sudafrica, in missione di lavoro con altri vertici dell'azienda, tra cui il padre Michele, con il progetto di aprire uno stabilimento presso Johannesburg, era ad della Ferrero insieme al fratello Giovanni. Subito dopo la laurea del 1985 ha iniziato immediatamente a lavorare nella società di famiglia, prima con incarici esterni fino a diventare anche Chief Executive Officer della Ferrero International, holding lussemburghese del gruppo. Oltre a questi incarichi per la Ferrero, Pietro era stato anche consigliere di Mediobanca, di Allianz e di Italcementi, nel Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, nella Giunta di Confindustria e di Assonime, nel Comitato Esecutivo di Aspen Institute Italia, nonché premiato con il Leonardo Qualità Italia 2002 dall'allora Capo dello Stato Carlo Azelio Ciampi.

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