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Marcegaglia: non sia panico a decidere sul nucleare. No, è referendum

Il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia torna a parlare di centrali nucleari, ripetendo che non "bisogna prendere decisioni definitive sulle politiche energetiche sull'onda del panico". E infatti a decidere sul nucleare saranno solo i cittadini, col referendum.

Il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia torna a parlare di centrali nucleari, ripetendo più o meno quello che aveva già espresso pochi giorni dopo il terremoto del Giappone, che ha causato e sta continuando a causare una vera e propria catastrofe atomica. Il 18 marzo, infatti, a margine di un incontro sulle energie rinnovabili al ministero dello Sviluppo economico, la Marcegaglia affermava: "E' giusto ragionare in modo razionale ma andando oltre il timore. L'importante è non prendere decisioni di politica energetica, che sono decisioni di lungo termine, in base al panico del momento - e ancora - Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini e del governo ma l'importante è non prendere decisioni di politica energetica che valgono per il lungo periodo, in base al panico del momento. E' giusto invece ragionare in modo razionale" (L'Unità - http://is.gd/tZEhea). La numero uno di via dell'Astronomia concludeva affermando: "Bisogna capire cosa sta succedendo in Giappone e cosa si definirà a livello europeo". Che cosa stia succedendo in Giappone, nonostante l'opacità nelle informazioni da parte di Tepco (la proprietaria delle centrali) e del governo nipponico, denunciata da organizzazioni indipendenti e dagli esperti del settore, sembra ormai essere chiaro. Un intero impianto nucleare è in crisi, almeno tre reattori sono fuori uso, si sospettano parziali fusioni del nocciolo, c'è stata perdita di plutonio, probabilmente dal reattore numero 3, migliaia di tonnellate di acqua radioattiva sono finite nell'oceano, una nube radioattiva proveniente dai reattori sta attraversando il mondo. Come è chiaro cosa si sta definendo a livello europeo, a cominciare dalla Germania che ha detto basta ad una politica energetica basata sulle centrali nucleari, promettendo un maggiore sviluppo delle rinnovabili e la progressiva chiusura degli impianti. Eppure Emma Marcegaglia continua a ripetere anche oggi, a margine del road show di Torino: "Rispettiamo il fatto che si prenda un momento di pausa per capire quale sarà il reale impatto della centrale giapponese di Fukushima ma ragioniamo bene prima di prendere decisioni definitive" affermando che venerdì prossimo sarà a Parigi per un incontro con tutte le Confindustrie dei paesi del G8, durante il quale richiederà "di non prendere decisioni sulle politiche energetiche che sono a medio termine sull'onda del panico perché se faremo scelte sbagliate pagheremo per molto tempo" (Ansa - http://is.gd/hjFiJd). Finora, comunque, i soli che pagheranno "per molto tempo" la scelta dei governi, e delle industrie, che hanno puntato sull'energia nucleare sono i cittadini non solo intorno a Fukushima ma senza dubbio anche di tutto il Giappone e della costa californiana. Tracce di Cesio 137 sono state trovate infatti nelle acciughe di Chiba, nella carne di manzo proveniente dalla Prefettura di Fukushima, e si conferma da parte di fonti affidabili, che la pioggia in California supera il limite di Iodio 131 di decine di volte il limite di "potabilità". Emma Marcegaglia, inoltre, forse non rammenta che il 12 e il 13 giugno vi sarà un referendum dove saranno i comuni cittadini, e non gli interessi economici, a decidere (nuovamente), e senza alcun tipo di "emotività" e "panico", se vorranno o meno una bella centrale nucleare sotto casa. Non si capisce, quindi, questo continuo appello a "non prendere decisioni sulle politiche energetiche" o a non "prendere decisioni definitive". Solo una parte potrà decidere definitivamente sulla questione, e in questo caso è il popolo italiano, finalmente sovrano.

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