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Marcegaglia, il grido d'allarme: "Imprenditori mai così soli"

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, è molto preoccupata per il futuro del Paese e per la "solitudine" in cui versa il mondo dell'impresa. Ma è anche cosciente che "Non è il momento di scaricare sugli altri le colpe".

Il videomessaggio è ormai una forma popolare condivisa dai potenti, forse perché il monologo risulta più chiaro del dialogo. Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, non rinuncia allo stile di comunicazione portato alla ribalta (insieme all'"intervento telefonico nei convegni") da Silvio Berlusconi e parla in un videomessaggio di presentazione dell'Assise generale Di Confindustria e di Piccola Industria, previsto a Bergamo il 7 maggio. Il presidente di Confindustria è chiaro nella sua analisi tanto da essere già chiamato "il grido d'allarme" dalla stampa che conta. Ma il tono della Marcegaglia è calmo e non è certo da soprano concitato quando dice: "Mai come in questi momenti gli imprenditori si sentono soli". Il presidente di Confindustria sembra avercela con il governo, con il sorridente Presidente del Consiglio, in molte faccende affaccendato, e con la politica tutta quando poi sottolinea: "In un Paese che stenta sempre più a crescere, mentre l'Europa si divide sul rigore, tra pochi paesi forti e molti sempre più a rischio, quando la lotta per la competitività sui mercati mondiali diventa sempre più aspra, con prezzi delle materie sempre più instabili e di fronte a nuove ondate di sconvolgimenti internazionali che mutano dalle fondamenta paesi a noi vicini". Quindi Emma Marcegaglia nel videomessaggio fa un appello all'unità e al senso di responsabilità: "Uniamo le nostre esperienze e le nostre passioni, perché questo non è più il momento di scaricare sugli altri le colpe. L'Italia di oggi è un paese già troppo diviso. Allora dall'impresa può e deve venire un esempio per tutti, un esempio di come si possa liberamente convergere su poche scelte, chiare e di priorità condivise, per ridare all'impresa la capacità di crescere e di creare lavoro, coesione sociale e proiezione nel mondo". Concludendo con un invito: "Il caldo invito che vi rivolgo è che partecipiate tutti. È una grande occasione per decidere l'Italia che vogliamo. Uniamo esperienze, passioni, voci e intelligenze. Non è il momento di scaricare sugli altri le colpe"

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