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Lele Mora in carcere. Emilio Fede: mi viene un po' di malinconia

Lele Mora e in carcere per bancarotta fraudolenta. Emilio Fede si dice molto dispiaciuto per l'arresto, come "dovrebbero essere alcune centinaia di persone che a lui devono molto", spiegando che pensandolo in cella gli "viene un minimo di malinconia".

Lele Mora è stato arrestato dalla Guardia di Finanza, nei suoi uffici di viale Monza a Milano, per bancarotta fraudolenta. Il carcere, spiegherebbe il gip di Milano che ha emesso il provvedimento, si sarebbe reso necessario per un possibile pericolo di fuga di Lele Mora e anche per l'esistenza di un inquinamento probatorio definito "di rilevante intensità". L'accusa contesta all'ex agente dei vip la sottrazione dalla LM Management di circa 8,5 milioni di euro, e ipotizzano che Lele Mora possa aver nascosto in un conto in Svizzera, anziché utilizzarli per risollevare le sorti della sua società, circa 3 milioni di euro, quelli che Silvio Berlusconi gli avrebbe prestato proprio per le difficoltà economiche che stava affrontando l'impresario. Sulla vicenda è stato interpellato da diverse agenzie di stampa Emilio Fede, amico di Lele Mora ed entrambi indagati in merito al caso Ruby. All'Adnkronos Emilio Fede spiega di essere davvero "molto dispiaciuto - sottolineando - come lo dovrebbero essere alcune centinaia di persone che a lui devono molto" visto "che ha fatto la fortuna di tante persone". Emilio Fede non sembra voler credere alla possibilità che l'impresario dello spettacolo si sia "arricchito", e racconta di come Lele Mora in quest'ultimo periodo, sebbene "molto malato" lavorasse in continuazione ma per dei ben magri compensi. "Questo mi darebbe la certezza che non abbia conti segreti, altrimenti quei soldi li avrebbe tirati fuori in qualche modo - ipotizza Emilio Fede - Ma si tratta solo di mie considerazioni personali, toccherà ai magistrati fare il loro lavoro". Riguardo la malattia di Lele Mora, il direttore del TG4 rivela che l'agente dello spettacolo ha spesso "avuto collassi e forti sbalzi di pressione, che era sotto cure", anche se ad Emilio Fede non ha mai detto fino a che punto fosse malato. All'Ansa Emilio Fede racconta anche che "con Lele parlavamo con amarezza di quanto stava accadendo. Anzi, pensavo che fosse più delicata l'altra faccenda, il caso Ruby - aggiunge - si è parlato di sfruttamento della prostituzione, ma so solo che aiutava le ragazze da impresario". Per tutti questi motivi Emilio Fede si augura che i giudici diano a Lele Mora almeno gli arresti domiciliari, spiegando di essere un "garantista". "Quando penso alla gente in carcere, che non siano assassini, stupratori, pedofili - conclude il direttore del TG4 - mi viene un minimo di malinconia".

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