le notizie che fanno testo, dal 2010

Emilio Fede: mai portato Ruby a Arcore, 14 febbraio chiamò Lele Mora

Emilio Fede ribadisce di non aver "mai portato Ruby ad Arcore" rivelando che il 14 febbraio 2010 "il cellulare agganciato dall'utenza della ragazza non era mio ma di Lele Mora". Per questo, secondo il direttore del Tg4, dovrebbe essere "prosciolto".

Emilio Fede ribadisce, durante una conferenza stampa, di non aver "mai portato Ruby ad Arcore". I legali di Emilio Fede, direttore del Tg4, accusato con Nicole Minetti e Lele Mora di induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile, spiegano che l'ipotesi accusatoria dei pm milanesi di fonderebbe su un "errore grossolano". Emilio Fede spiega infatti che in realtà quel 14 febbraio 2010, che dovrebbe essere la prima cena a cui partecipò Ruby Rubacuori ad Arcore, l'utenza della giovane marocchina contatterebbe non quella del giornalista ma quella di Lele Mora. "E' vero che contattai Ruby durante il famoso concorso di bellezza di Taormina - spiega sempre Emilio Fede - Ma solo perché mi aveva colpito il racconto di quella ragazza che sognava di sposarsi, avere un figlio e fare il carabiniere". Emilio Fede aggiunge però poi di aver rivisto Ruby Rubacuori solo quella "sera del 14 febbraio 2010 ad Arcore" spiegando di non averla "nemmeno riconosciuta". Il direttore del Tg4 sostiene quindi che sarebbe suo "diritto essere prosciolto", visto che il pomeriggio del 14 febbraio "il cellulare agganciato dall'utenza della ragazza non era mio ma di Lele Mora" e che i "12 contatti nell'aprile-maggio successivo" sono "tutte chiamate senza risposta, di pochi secondi". Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, commentando tali dichiarazioni, risponde spiegando che "le deduzioni della difesa di Ruby e della difesa Fede" saranno "valutate in aula", sottolinenado: "Non entro nel merito delle cose dette dalla difesa di Fede. Esamineramo con estrema attenzione e scrupolo le deduzioni difensive". Durante la conferenza stampa Emilio Fede spiega inoltre di non voler entrare "nel merito di vicende che riguardano il presidente del Consiglio", aggiungendo però: "Io da amico vero quale sono e spero di restarlo per tutta la vita, ho cercato di proteggerlo e anche quella sera (del 14 febbraio 2010, ndr) mi sono chiesto chi fosse Ruby e cosa ci facesse lì. Ma lui deve sempre aiutare questa o quella. Cose sue, non sono il suo difensore".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: