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Francesco Azzarà libero e in Italia. Il pensiero va a Rossella Urru

Francesco Azzarà è finalmente libero, ed è già tornato in Italia. Emergency, Ong per cui lavorava in Darfur il giovane cooperante, non manca di ricordare però che "in questo momento di sollievo, il pensiero va alle tante persone - italiane e non - ancora ostaggio dei loro rapitori". Come Rossella Urru, la cooperante del CISP, originaria di Samugheo (Oristano), rapita in Algeria insieme a due spagnoli a fine ottobre scorso.

Ieri venerdì 16 dicembre "alle ore 16 abbiamo avuto conferma ufficiale che Francesco Azzarà è tornato a essere un uomo libero". E' così che Emergency, l'Ong per cui lavora Francesco Azzarà, nel Centro pediatrico aperto nel 2010 nel Sud Darfur (dove è stato rapito), ha annunciato la notizia delle liberazione del suo cooperante, tenuto in ostaggio dal 14 agosto (leggi http://is.gd/l17tvZ). Nella nota sull'homepage del sito dell'Organizzazione si legge inoltre: "Per noi di Emergency è un giorno di festa. Vogliamo condividerlo con Francesco, con la sua famiglia che per 124 giorni ha dimostrato grande forza e fiducia nel nostro operato e nel lavoro delle autorità sudanesi impegnate per la sua liberazione e con tutti coloro - privati cittadini e istituzioni - che in questo lungo periodo hanno manifestato la loro solidarietà a Francesco Azzarà, alla sua famiglia e a Emergency - sottolineando - Emergency desidera ringraziare le autorità sudanesi per la costante collaborazione". L'Ong non manca di ricordare però che "in questo momento di sollievo, il pensiero di tutti noi di Emergency va alle tante persone - italiane e non - ancora ostaggio dei loro rapitori". Come Rossella Urru, la cooperante del CISP (Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli), originaria di Samugheo (Oristano), rapita in Algeria insieme a due spagnoli a fine ottobre scorso (leggi http://is.gd/3ZKrUV). Come riporta La Nuova Sardegna (http://is.gd/HbIzdN) sarebbe "un mauritano, Hamada Mohamed Jairi, il presunto capo del gruppo Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento unito per la Jihad nell'Africa occidentale) che lunedì scorso ha rivendicato il sequestro dei tre cooperanti europei" anche attraverso un video (http://is.gd/1YGOZn). "Credo che la diffusione del video nel quale compaiono i tre rapiti significhi che siamo vicini alla verità" ha cercato di rassicurare l'ambasciatore della Repubblica Saharawi in Algeria, Brahim Ghali, all'agenzia di stampa spagnola Efe, che ha nel contempo stigmatizzato il sequestro come un "atto terrorista contro gli amici pacifisti" del popolo saharawi. Nella giornata di ieri, inoltre, la notizia che sono state fermate in Algeria 11 persone implicate nel sequestro di Rossella Urru. Secondo l'agenzia di stampa algerina Aps, queste 11 persone sono state arrestate dal Fronte Polisario, gruppo che combatte per l'indipendenza del Sahara Occidentale, che spiegherebbe anche come i rapitori sarebbero implicati in una rete che farebbe capo ad un leader di origini malesi. "I rapitori di Rossella Urru e dei due spagnoli non hanno chiesto un riscatto e dietro di loro ci sono personaggi che hanno finalità politiche" avrebbe spiegato uno dei responsabili della sicurezza del Fronte Polisario parlando con il giornale "Ech Chouroul" (La Nuova Sardegna http://is.gd/H9zGGW). Riscatto che comunque il ministro della Difesa della Mauritania, Mohamed Mohamed Radi, avrebbe chiesto ai Paesi Occidentali di non pagare anche se fosse chiesto, per evitare di contribuire al terrorismo e a questo tipo di criminalità. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, rispondendo ad una domanda sulla liberazione di Francesco Azzarà, si è limitato a dire "di non essere informato" del fatto se sia stato pagato o meno un riscatto per il cooperante di Emergency. Terzi ha voluto invece sottolineare come la liberazione di Azzarà sia "il frutto di un impegno congiunto dell'Unità di Crisi e degli organismi che si sono occupati di questa vicenda. Un impegno anche fatto da Emergency alla quale va dato il riconoscimento di aver tenuto una pressione, un'attenzione, uno stimolo costante ora per ora, minuto per minuto su questa vicenda". Intanto il padre di Francesco Azzarà, Santo, ha comunicato il rientro in Italia questa mattina del figlio, spiegando che "è arrivato stamane alle 6 a Roma con un volo speciale. Ora sarà sentito dal magistrato - spiega - e poi si vedrà come organizzare il suo rientro". Il padre di Francesco Azzarà ha quindi ringraziato "il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la sua vicinanza" rivolgendo però anche "un ringraziamento a tutte le istituzioni ed allo staff della Farnesina" che in questi mesi sono stati vicini alla famiglia. "Voglio ringraziare - conclude Santo Azzarà - anche Emergency e Gino Strada oltre ai sindaci italiani che ci hanno sempre espresso tutta la loro vicinanza". Motta San Giovanni (Reggio Calabria), paese natale di Francesco Azzarà, è naturalmente in festa, tanto che il parroco del paese, appena appresa la notizia della liberazione, ha suonato le campane a festa perché "è una notizia che tutta la comunità attendeva".

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