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Sparizione Emanuela Orlandi, superteste: fu portata a Villa Lante, Gianicolo

Continuano le indiscrezioni stampa riguardo le presunte dichiarazioni che il supertestimone della sparizione di Emanuela Orlandi starebbe facendo agli inquirenti. Marco Fassoni Accetti, autore cinematografico indipendente, affermerebbe che Emanuela Orlandi, dopo il rapimento, fu portata a Villa Lante, ai piedi del Gianicolo (Roma).

Nella scorsa puntata la trasmissione su Rai 3 Chi l'ha visto ha mandato in onda una intervista al cosiddetto supertestimone, quello che ha fatto ritrovare un flauto che verrebbe indicato come appartenente ad Emanuela Orlandi, al momento della sua sparizione il 22 giugno 1983. Mentre si attendono i risultati degli esami che sono stati effettuati sul flauto, alla ricerca di qualche DNA ed in particolare quello di Emanuela Orlandi, il supertestimone continua a parlare. Marco Fassoni Accetti, autore cinematografico indipendente di 57 anni, si autoaccusa infatti di quello che lui definirebbe come, almeno inizialmente, un "sequestro bluff" atto a creare pressioni sul Vaticano, per motivi ancora non del tutto chiari. Marco Fassoni Accetti afferma che quello di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, scomparsa il 7 maggio 1983 a Roma, fu infatti all'inizio un "allontanamento volontario". Emanuela Orlandi, 15 anni all'epoca della sparizione, sarebbe stata convinta a non tornare a casa con la promessa di poter guadagnare quelle famose 375mila lire offerte alla ragazza in cambio di un lavoro di vendita di cosmetici da un uomo. A raccontare questo particolare fu la stessa Emanuela Orlandi alla sorella, quando chiamò a casa per l'ultima volta quel 22 giugno 1983. Marco Fassoni Accetti spiegherebbe che Emanuela Orlandi fu convinta, senza la forza, a salire su un'auto, con a bordo anche un finto prete, da una amica. Chi sia questa amica, non è ancora dato sapere.

"La portammo a Villa Lante, ai piedi del Gianicolo, in un istituto religioso dove affittavano delle stanze" rivelerebbe quindi Marco Fassoni Accetti. Per la prima volta, spunta quindi il luogo dove Emanuela Orlandi sarebbe stata portata subito dopo il sequestro. Naturalmente, mancano conferme ufficiali sulla veridicità di tali affermazioni. "C'era un bel giardino, le ripetevamo che suo padre era d'accordo e non si sarebbe arrabbiato. - proseguirebbe il supertestimone - E facemmo in modo che una sua amica andasse a trovarla". Il racconto di Marco Fassoni Accetti continuerebbe spiegando che Emanuela Orlandi "restò a Villa Lante per quattro giorni" e che "quando voleva fare un giro a Trastevere le mettevamo una parrucca corta. - aggiungendo persino - Una volta passeggiamo insieme al Ghetto e lei era divertita, ricordo che parlammo di un progetto di film". Quanto ci sia di vero in queste "rivelazioni" è ancora tutto da appurare, mentre certo è il fatto che Marco Fassoni Accetti fu arrestato anni fa per uno incidente d'auto in cui morì il figlio di un funzionario ONU, che oggi appare più strano di quanto giudicato all'epoca dei fatti. Inoltre, sembra che gli investigatori abbiano consegnato ai pm una vecchia intercettazione, dove la ex fidanzata di Marco Fassoni Accetti avrebbe detto: "Ora basta, ne hai fatte di tutti i colori, persino in quella storia di Emanuela Orlandi". Le indagini cercheranno di valutare se la storia sia però solo frutto della "creatività" di questo autore cinematografico indipendente.

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