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Sparizione Emanuela Orlandi: da thriller di spie a giallo di terz'ordine?

Il mistero sulla sparizione di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, dopo che "Chi l'ha visto?" ha raccontato la vita del supertestimone Marco Fassoni Accetti (l'uomo del flauto) potrebbe mutare da thriller incentrato su spie e servizi segreti ad un triste giallo di terz'ordine.

I riflettori sulla sparizione di Emanuela Orlandi si riaccendono nuovamente ora che la Procura di Roma ha un nuovo indagato. Marco Fassoni Accetti, l'uomo che ha fatto ritrovare un flauto che dice essere appartenuto ad Emanuela Orlandi, è infatti indagato dal Procura di Roma per il rapimento della cittadina vaticana e di Mirella Gregori, entrambe scomparse nel 1983 ad un mese di distanza. Per comprendere se il flauto è appartenuto davvero ad Emanuela Orlandi, strumento che aveva con sé il giorno della scomparsa, bisognerà attendere i risultati della scientifica che cercano di scovare tracce di DNA della ragazza. Tali esami potrebbero essere pronti tra un paio di settimane.

Nel frattempo, il programma Chi l'ha visto? ha ricostruito la storia di Marco Fassoni Accetti quando era giovane. Marco Fassoni Accetti è stato condannato per omicidio colposo ed omissione di soccorso nel 1983, quando investì un ragazzo di circa 12 anni lungo la Pineta di Castelporziano. Il problema principale, che gli inquirenti dell'epoca forse sottovalutarono, è che il bambino era figlio di un dipendente collegato alla Fao ed abitava all'Eur a Roma, e circa un paio d'ore prima del ritrovamento del cadavere era solamente uscito per andare a tagliarsi i capelli. Come ha fatto quindi il bambino ad arrivare a Castelporziano? Su questo punto, gli investigatori dell'epoca non sembrano aver approfondito troppo l'indagine.

Il giovane Marco Fassoni Accetti agli inquirenti aveva spiegato di trovarsi sulla strada di Castelporziano per sbaglio, in viaggio da solo con la sua auto e le sue macchine fotografiche per raggiungere la casa di una 13enne, che a suo tempo ha però negato tale versione. Il programma Chi l'ha visto?, infatti, svela che Marco Fassoni Accetti ha tentato tante volte di convincere bambini e bambine (dai 13 ai 15 anni circa) a posare per delle foto. Su internet Marco Fassoni Accetti ha infatti anche un sito dove pubblica le sue "opere", alcune anche molto inquietanti, come il ritratto di una ragazza che assomiglia molto ad Emanuela Orlandi che sembra dormire dentro una sorta di bara. Chi l'ha visto? ricostruisce parte della vita di Accetti, intenta a scovare numeri di telefoni di minori dalle riviste per bambini per poi contattarli e chiedergli di posare per lui. Il giovane Marco Fassoni Accetti, quando è stato arrestato per l'omicidio del ragazzino investito a Castelporziano, aveva spiegato di non aver visto il bambino, pensando invece che qualcosa era caduta sopra l'auto. A Chi l'ha visto?, Accetti invece confessa di essersi accorto di aver investito il bambino, di essersi fermato ma di averlo trovato morto, anche se l'autista dell'Atac che troverà poi il cadavere non sembra completamente concorde su quest'ultimo punto.

A Chi l'ha visto? Marco Fassoni Accetti racconta di non aver chiamato i soccorsi perché con lui c'era anche un altro uomo e racconta: "Non potemmo in quel momento assolutamente farci identificare perché altrimenti avremmo dovuto rivelare cosa noi facessimo in quel momento in quella pineta". Accetti infatti sostiene che l'episodio della morte del ragazzino sarebbe in qualche maniera collegato al ruolo che avrebbe avuto nella sparizione di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, rammentando che "all'epoca vi fu questo comunicato del Phoenix che noi sapevamo essere opera di alcuni agenti del Sisde, che parlava di una pineta come luogo dove si sarebbe verificata una presunta punizione nei nostri confronti".

Marco Accetti dichiara infatti di essere uno dei "telefonisti" del caso di Emanuela Orlandi, Mario, mentre in auto con lui ci sarebbe stato l'altro telefonista, Pieluigi. Come ricorda Chi l'ha visto?, per Phoenix si intende una "fantomatica organizzazione che si fece viva nel settembre del 1983 inserendosi in maniera dissonante nella ridda di comunicati che rivendicavano il possesso di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. La lettera nominata da Accetti conteneva minacce, anche a Pierluigi e Mario, i primi che telefonavano in casa Orlandi, scrivendo tra le altre cose: 'Vogliamo generosamente ricordare a Mario che nella pineta c'è tanto posto per aumentare la vegetazione' ". Perché Mario (Accetti) e Pierluigi si trovassero nei pressi della Pineta di Castelporziano non è ancora chiaro.

Marco Accetti nega comunque di aver rapito lui il bambino dall'Eur, e di averlo investito perché magari questo era riuscito alla fine a scappare. Sul caso della sparizione di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori continua invece a tirar dentro misteriose organizzazioni che avrebbero inscenato addirittura il sequestro bluff delle due ragazze per cercare di creare pressioni sul Vaticano. Il quadro che si sta invece delineando in base alla vita di Marco Accetti potrebbe invece portare a rivelare che dietro al sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori non ci sarebbe forse nessun intrigo internazionale (e tanto meno vaticano). I 30 anni di un thriller incentrato su spie e servizi segreti potrebbero infatti mutare in un triste giallo di terz'ordine.

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