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Emanuela Orlandi: domenica 18 a San Pietro per appello a Benedetto XVI

Emanuela Orlandi è scomparsa 28 anni fa, tanto che il rapimento dell'allora 15enne è divenuto uno dei tanti (troppi) misteri irrisolti della storia italiana. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, pubblica un appello rivolto a Papa Benedetto XVI, e domenica sarà sotto la sua finestra a San Pietro.

Emanuela Orlandi è scomparsa 28 anni fa, e da allora il rapimento della 15enne, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, è divenuto uno dei misteri irrisolti della storia italiana. Molte le ipotesi sul perché del suo rapimento, visto che le indagini andarono a toccare lo IOR come la Banda della Magliana, ma anche i servizi segreti italiani e non solo. L'ultimo colpo di scena è andato in onda (letteralmente) nel giugno scorso, nel corso della trasmissione "Metropolis", dell'emittente tv RomaUno, condotta da Valentina Renzopaoli. La puntata era incentrata sulla presentazione del libro di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci "Mia sorella Emanuela", quando all'improvviso chiama in diretta un uomo che si presenta come "Lupo Solitario" ed ex dei servizi italiani, che attualmente, spiega, vive in Brasile. "Lupo Solitario" racconta (su Youtube il video integrale http://is.gd/VETbaz) che Emanuela Orlandi si troverebbe a Londra, rinchiusa in una struttura, spiegando al fratello dell'allora 15enne che per scoprire le motivazioni del rapimento dovrebbe "scavare in fondo a quello che faceva" il padre, e che "l'Antonveneta c'entra fino all'osso del collo". Naturalmente la registrazione della telefonata è stata consegnata alla magistratura. Nel libro "Attentato al Papa" del legale della famiglia Orlandi, Ferdinando Imposimato, si collega invece il rapimento della ragazza ad Ali Agca, condannato per il tentato omicidio di Papa Giovanni Paolo II (per leggere o ascoltare la presentazione del libro, al link http://is.gd/l7tmAx e http://is.gd/czSrBX). Da qualche tempo il fratello di Emanuela Orlandi ha aperto, su Facebook, un gruppo dove pubblica un appello, di cui è il primo firmatario, rivolto a Papa Benedetto XVI: "Santità, mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo di Stato e di rappresentante di Cristo in terra per chiederLe di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della Sua connazionale Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. Il sequestro di una ragazzina è offesa gravissima ai valori religiosi e della convivenza civile: a Emanuela è stata fatta l'ingiustizia più grande, le è stata negata la possibilità di scegliere della propria vita. Confido in un Suo forte e ispirato intervento perché, dopo 28 anni, gli organi preposti all'accertamento della verità (interni ed esterni allo Stato Vaticano) mettano in atto ogni azione e deliberazione utili a fare chiarezza sull'accaduto. Un gesto così cristiano non farebbe che dare luce al Suo altissimo magistero, liberando la famiglia di Emanuela e i tanti che le hanno voluto bene dalla straziante condanna a un'attesa perenne". L'appello, come sottolinea il blog di "Chi l'ha visto?", non solo è già stato sottoscritto da oltre 45mila persone ma ha suscitato immediatamente una reazione da parte del Vaticano. Il 9 dicembre scorso, infatti, il segretario particolare di Benedetto XVI, Georg Gaenswein, ha incontrato Pietro Orlandi a cui ha rivolto "molte domande" e "ha letto attentamente la lettera-appello" che il fratello di Emanuela gli ha consegnato nell'occasione. Inoltre Pietro Orlandi per "dare una risposta alle tante persone che hanno sostenuto l'appello", come si legge sul blog di "Chi l'ha visto?" (http://is.gd/QCjMDw), ha dato loro appuntamento "per domenica 18 dicembre alle 10:30, di fronte a Castel Sant'Angelo". "Da lì - continua il fratello di Emanuela - raggiungeremo la piazza, in occasione dell'Angelus. Propongo che ognuno di noi abbia in una mano una foto di Emanuela (quella con la fascetta che tutti conoscono) e nell'altra la lettera al Papa (si possono entrambe stampare da Internet). Non considero questo appuntamento la conclusione ma l'inizio di una battaglia di civiltà. La petizione va avanti, la raccolta di firme si concluderà solo quando arriveranno risultati concreti (a cominciare dall'apertura della tomba del boss nella chiesa di Sant'Apollinare), che pongano fine ai troppi silenzi e alle troppe omertà sulla scomparsa di mia sorella". Pietro Orlandi ci tiene a precisare che "la cosa importante è che la nostra si è trasformata in una mobilitazione che non ha colori politici" visto che, spiega "hanno aderito il disoccupato e il fisico nucleare, gli atei convinti e i sacerdoti", annunciando di aver "ricevuto una mail di adesione anche da Dario Fo e Franca Rame". Come si legge sempre sul sito di "Chi l'ha visto?", Pietro Orlandi spera "che domenica il Papa durante l'Angelus dica una parola o esprima un pensiero su Emanuela, anche per sensibilizzare le persone preposte all'accertamento della verità - concludendo - Per noi sarebbe una cosa importante e un conforto enorme".

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