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Emanuela Orlandi, "documento choc" su rapimento: Vaticano spese 500 milioni

Emiliano Fittipaldi, nel pubblicizzare il suo ultimo libro "Gli impostori", pubblica un "documento choc" sulle note spese del Vaticano per gestire il rapimento di Emanuela Orlandi.

E' giallo su un carteggio che circolerebbe nella Santa Sede, riguardo la scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983.
A rivelerne i contenuti, ancora una volta, Emiliano Fittipaldi, che con Gianluigi Nuzzi erano finiti sotto processo per lo scandalo Vatileaks.
Fittipaldi, nel pubblicizzare il suo ultimo libro "Gli impostori", parla di un "documento choc" dove sarebbero annotate le "spese per un presunto 'allontanamento domiciliare' di Emanuela Orlandi".

In questo documento sarebbero riportate infatti sommariamente le spese sostenute dal Vaticano per gestire il rapimento, che ammonterebbero a 483 milioni di vecchie lire. Il dattiloscritto risalirebbe a circa 20 anni fa, datato 28 marzo 1998 e firmato dal cardinale Lorenzo Antonetti, all'epoca presidente dell'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della sede Apostolica) e indirizzato al sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato il cardinale Giovanni Battista Re e al sottosegretario Jean Louis Tauran.

A far discutere, in particolare, la prima e l'ultima data riportata nel documento, che sarebbe stato trafugato insieme ad altre carte dalla cassaforte della Prefettura vaticana nel 2014, rispedite in un plico anonimo quasi un mese dopo lo scasso.
Nel libro "Via Crucis" di Gianluigi Nuzzi le foto della misteriosa irruzione, oltre ad una parte di quelle carte segrete.
La prima data sotto la lente è quella del gennaio 1983, cioè sei mesi prima della sparizione di Emanuela Orlandi. Ciò potrebbe far pensare che il Vaticano sapesse già dell'imminente sequestro. L'ultima spesa invece risale al luglio 1997, con il pagamento di 21 milioni di lire per "attività generale e trasferimento presso città del Vaticano con relativo disbrigo pratiche finali". Ciò farebbe pensare che Emanuela Orlandi è morta quindi 20 anni fa.

Da tempo circola la voce di questo carteggio, tanto che 6 mesi fa Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, aveva parlato di "cinque fogli, mostrati anche a Papa Francesco, che proverebbero che non sarebbe morta subito, perché datati fino al 1997".
L'unica cosa finora che avrebbe detto Papa Francesco in merito alla 15enne scomparsa è che "Emanuela Orlandi sta in cielo", come rivelato al fratello Pietro in occasione del breve incontro avuto fuori dalla parrocchia di S. Anna in Vaticano, dove il Pontefice celebrò Messa a pochi giorni dalla sua elezione.

Nella documentazione ci sarebbero soldi versati a "fonti investigative" e spese per un "depistaggio", nonché riferimenti a conventi e appartamenti sia in Italia che all'estero. Da tale carteggio sembra inoltre che Emanuela Orlandi possa essere stata ricoverata in almeno due strutture sanitarie in Gran Bretagna.
Nel giugno del 2011 nel corso di una trasmissione su RomaUno, dove era presente Pietro Orlandi, chiamò un uomo che si è presentato come "Lupo solitario" dichiarandosi un ex agente dei servizi segreti italiani, ed affermò che Emanuela Orlandi si troverebbe a Londra, rinchiusa in una struttura psichiatrica.

"Delle due l'una: o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura" conclude Fittipaldi.
Il carteggio sarebbe stato redatto in triplice copia, come si legge in calce, ma finora il giornalista non sembra aver avuto ulteriori conferme riguardo tale documento, consegnato in un bar del centro di Roma da una sola fonte. Come ulteriore prova, solo una frase di Francesca Chaouqui, ex membro della Commissione Cosea, finita sotto inchiesta con l'accusa di aver divulgato documenti segreti relativi alle finanze vaticane. Nel suo libro, la Chaouqui scrive, riguardo le carte rubate dalla Prefettura vaticana nel 2014 e poi riconsegnate: "C'è il file di Emanuela Orlandi e capisco il finale di una storia che deve rimanere sepolta".

Intanto, il direttore della Sala stampa vaticana, Greg Burke, bolla come "falsa e ridicola" la documentazione su Emanuela Orlandi. Pietro Orlandi invece rimane convinto che "il muro sta cadendo", come scrive su Facebook.

© riproduzione riservata | online: | update: 18/09/2017

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