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Caso Emanuela Orlandi: perché De Pedis fu sepolto a Sant'Apollinare?

Riesumata la salma di Enrico De Pedis. Nella tomba di Sant'Apollinare anche altre ossa, che saranno analizzate per escludere che possano essere i resti di Emanuela Orlandi.

"E' il primo passo per scartare almeno un'ipotesi". E' questo il pensiero di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela Orlandi, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia che il 22 giugno del 1983 sparì, probabilmente vittima di un sequesto (ipotesi ufficializzata per la prima volta da Papa Wojtyla durante l'Angelus del 3 luglio 1983), a soli 15 anni. Da allora, sono state molte le piste che gli inquirenti hanno battuto, anche perché la scomparsa di Emanuela Orlandi è stata spesso collegata a vari fatti di cronaca avvolti ancora nel mistero, dalla vicenda del crack del Banco Ambrosiano all'attentato di Giovanni Paolo II per opera di Ali Agca.

Da diverse settimane il fratello di Emanuela Orlandi è riuscito a muovere nuovamente l'attenzione pubblica sul caso della sorella, promuovendo anche una petizione per chiedere a Papa Benedetto XVI "di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della Sua connazionale Emanuela Orlandi".

Nel gennaio scorso Pietro Orlandi incontrò, dietro sua richiesta, il segretario particolare del Papa, padre George Gaenswein, che dimostrò "molto interesse e partecipazione" per la vicenda, come riferito in seguito dallo stesso fratello di Emanuela Orlandi.

Poche settimane fa, poi, l'annuncio da parte di Pietro Orlandi di voler organizzare per il 27 maggio a Roma una manifestazione "per la verità e la giustizia" che dal Campidoglio, dove il sindaco Gianni Alemanno ha promesso di esporre una foto di Emanuela Orlandi, terminerà a Piazza San Pietro in occasione dell'Angelus del Papa.

Ad aprile, padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, in una lunga nota (http://is.gd/NlUAPW) risponde a chi ha ancora dei dubbi "se da parte di istituzioni o personalità vaticane si sia fatto veramente tutto il possibile per contribuire alla ricerca della verità" sulla sparizione di Emanuela Orlandi. Nel precisare che non è "fondato accusare il Vaticano di aver ricusato la collaborazione alle Autorità italiane preposte alle indagini", padre Lombardi chiarisce: "La sostanza della questione è che purtroppo non si ebbe in Vaticano alcun elemento concreto utile per la soluzione del caso da fornire agli inquirenti - ricordando - A quel tempo le Autorità vaticane, in base ai messaggi ricevuti che facevano riferimento ad Ali Agca – che, come periodo, coincisero praticamente con l’istruttoria sull’attentato al Papa – condivisero l’opinione prevalente che il sequestro fosse utilizzato da una oscura organizzazione criminale per inviare messaggi od operare pressioni in rapporto alla carcerazione e agli interrogatori dell’attentatore del Papa".

Padre Federico Lombardi sottolinea quindi che "non si ebbe alcun motivo per pensare ad altri possibili moventi del sequestro - aggiungendo - L’attribuzione di conoscenza di segreti attinenti al sequestro stesso da parte di persone appartenenti alle istituzioni vaticane, senza indicare alcun nominativo, non corrisponde quindi ad alcuna informazione attendibile o fondata; a volte sembra quasi un alibi di fronte allo sconforto e alla frustrazione per il non riuscire a trovare la verità", concludendo che "poiché la collocazione della tomba di Enrico De Pedis presso la Basilica dell’Apollinare ha continuato e continua ad essere motivo di interrogativi e discussioni – anche a prescindere dal suo eventuale rapporto con la vicenda del sequestro Orlandi - si ribadisce che da parte ecclesiastica non si frappone nessun ostacolo a che la tomba sia ispezionata e che la salma sia tumulata altrove, perché si ristabilisca la giusta serenità, rispondente alla natura di un ambiente sacro".

A distanza di un mese la notizia che, dopo anni di attesa, sarebbe stata aperta la tomba di Enrico De Pedis, situata nella Basilica di Sant'Apollinare a Roma, chiesa dal 1992 in proprietà all'Opus Dei e situata accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela Orlandi.

Il nome di Enrico De Pedis, meglio noto come "Renatino, boss della Banda della Magliana, è associato alla scomparsa di Emanuela Orlandi in particolar modo a causa di una telefonata che arrivò nel settembre del 2005 al programma televisivo "Chi l'ha visto?" (http://is.gd/qaCM9C). L'uomo dall'altro capo del filo affermava che "per trovare la soluzione del caso" della sparizione di Emanuela Orlandi bisognava andare a vedere "chi è sepolto nella basilica di Sant'Apollinare" e di investigare sul "favore che Renatino fece al cardinal Poletti".

Ma perché il boss della Banda della Magliana è stato sepolto in una basilica? In una passata intervista al Corriere della sera il senatore a vita Giulio Andreotti (http://is.gd/9ioYSZ), con la sua solita ironia democristiana, suggerì di chiedere spiegazioni al Vicariato, visto che "è il Vicariato che diede l'autorizzazione" per spostare la tomba di De Pedis dal Verano, dove fu tumulato inizialmente, alla Basilica di Sant'Apollinare.

La richiesta di poter seppellire Enrico De Pedis a Sant'Apollinare venne espressa nel 1990, a soli 32 giorni dalla sua uccisione, dal rettore della basilica monsignor Piero Vergari, che attestò come il boss della Magliana fosse stato "un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica". L'allora Vicario della diocesi di Roma, che rilasciò il nulla osta alla sepoltura di De Pedis all'interno della basilica di Sant'Apollinare, fu appunto il cardinale Ugo Poletti, morto nel 1997 a seguito di un attacco cardiaco.

Oggi 14 maggio finalmente la tomba di Enrico De Pedis è stata aperta, e gli esami dattiloscopici, resi possibili dal buono stato di conservazione del corpo, hanno confermato che il cadavere nella basilica di Sant'Apollinare è proprio quello del boss della Magliana.

Vicino alla tomba di De Pedis anche delle cassette contenente ossa, che saranno sottoposte ad analisi per escludere definitivamente che possano essere i resti di Emanuela Orlandi.

"Che Emanuela non ci fosse in quella bara non ne avevo dubbi" dichiara dopo l'ispezione della tomba di De Pedis Pietro Orlandi, aggiungendo: "Io ho sempre detto che se la Banda della Magliana ha avuto un ruolo, è stata solo di manovalanza. I mandanti sono altri, altrimenti non si spiegherebbe il silenzio delle istituzioni".

La riesumazione della salma di Enrico De Pedis, quindi, non sembra che sarà essenziale per scoprire la verità sulla sparizione di Emanuela Orlandi, avvolta nel mistero nonostate ancora nel 2011 ci siano state ulteriori due segnalazioni, anche se non è chiaro quanto affidabili.

Nel giugno del 2011 nel corso di una trasmissione su RomaUno, dove era presente Pietro Orlandi, chiamò un uomo che si presenta come "Lupo solitario" (http://is.gd/jJ4p0H) dichiarandosi un ex agente dei servizi segreti italiani, che affermò come Emanuela Orlandi si troverebbe a Londra, rinchiusa in una struttura psichiatrica, e che "l'Antonveneta c'entra fino all'osso del collo".

Un mese dopo, invece, La Stampa pubblica un'intervista ad Antonio Mancini (http://is.gd/2PoFCY), uno dei componenti del primo nucleo della banda della Magliana, soprannominato Nino l'Accattone, che afferma come Emanuela Orlandi sia stata "rapita per ricattare il Vaticano e per ottenere la restituzione di un'ingente somma di denaro investita dalla banda della Magliana nello IOR", e spiega che "il motivo per cui De Pedis è sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare è che fu lui a far cessare gli attacchi da parte della banda (e non solo) nei confronti del Vaticano. Queste pressioni della Banda erano dovute al mancato rientro dei soldi prestati, attraverso il Banco Ambrosiano di Calvi, al Vaticano. Dopo il fatto della Orlandi, nonostante i soldi non fossero rientrati tutti, De Pedis, che stava costruendo per sé un futuro nell’alta borghesia, si impegnò, attraverso i prelati di riferimento, a far cessare le azioni violente. Tra le cose che chiese in cambio di questa mediazione, c’era anche la garanzia di poter essere seppellito lì a Sant'Apollinare".

Solo la verità sulla sepoltura a Sant'Apollinare di Enrico De Pedis potrà svelare se il boss della Magliana è legato alla sparizione di Emanuela Orlandi, e fino a che punto.

14/05/2012 | update: 15/05/2012
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[17/12/2011]

Emanuela Orlandi è scomparsa 28 anni fa, tanto che il rapimento dell'allora 15enne è divenuto uno dei tanti (troppi) misteri irrisolti della storia italiana. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, pubblica un appello rivolto a Papa Benedetto XVI, e domenica sarà sotto la sua finestra a San Pietro.

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