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Teoria gender: Elton John dalla finestra di Overton contro Brugnaro

Elton John si eleva nuovamente ad autorità morale e si scaglia contro il primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro perché ha vietato negli asili della città i libri che spiegano la teoria gender a bambini di 3 anni. Dopo l'attacco a Dolce e Gabbana, sembra che Elton John non perda occasione di farsi riprendere dai media sbucando di tanto in tanto dalla finestra di Overton.

"Ecco uno dei libri di racconti preferiti della famiglia Furnish-John" afferma la pop star Elton John su Instagram postando una foto del libro di Todd Parr, uno di quelli bassi al bando dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro negli asili della città, istituti nei quali era entrata la teoria gender proprio attraverso questi testi per bambini. Dopo aver attaccato Dolce e Gabbana per aver osato dire quel che ormai non si vuol più far passare come ovvio e cioè che "tu nasci e hai un padre e una madre", Elton John si eleva nuovamente ad autorità morale e si scaglia contro il primo cittadino di Venezia perché, dichiara, i libri di Todd Parr sono "campioni del mondo di una all-inclusive in cui le famiglie sono disponibili in tutte le forme, dimensioni e colori". Su Instagram Elton John sostiene quindi che la "stupida" scelta di Brugnaro è stata quella di "politicizzare i libri per bambini" (sic) perché ha vietato quei titoli che "toccano le famiglie dello stesso sesso che vivono felici e contente". "Così, invece di incoraggiare un mondo basato sulla inclusività, la tolleranza e l'amore, sta difendendo una società futura che è divisiva e favorisce l'ignoranza. La bella Venezia sta affondando, ma non così rapidamente come lo zotico bigotto Brugnaro" conclude Elton John che non perde occasione di farsi riprendere dai media sbucando di tanto in tanto dalla finestra di Overton, modello teorico elaborato negli anni '90 da Joseph P. Overton che prevede il progressivo accoglimento da parte del pubblico (popolo) di una gamma di idee e valori ritenuti inaccettabili fino a pochi anni prima.
Su Twitter non si è fatta attendere la replica del sindaco che cinguetta: "A Venezia non rischieremo sicuramente di creare confusione sessuale per i piccoli di 3 anni. Rispettiamo la crescita dei bimbi! - aggiungendo - Rispetto assoluto per le scelte omosessuali di chiunque e per le varie convivenze con relativi diritti e libertà. I bimbi non c'entrano!". Posizione condivisa anche da Massimo Gandolfini, psichiatra, presidente dell'associazione medici cattolici della Lombardia e portavoce del comitato 'Difendiamo i nostri figli' che il 20 giugno scorso a Roma ha organizzato il Family day, che evidenzia: "Per abbattere gli stereotipi di genere non può essere messa in discussione l'identità sessuale. Questo potrebbe generare una confusione pazzesca nei più piccoli. - aggiungendo - Essere maschio o femmina non è una questione solo di genitali. Noi abbiamo un patrimonio genetico e ormonale che determina affetti, emozioni, personalità". Interessante a questo proposito il documentario norvegese "Lavaggio del cervello - Il paradosso della parità di genere" di Harald Meldal Eia.

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