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Stipendi italiani: i più bassi d'Europa. Altro che austerità

Nonostante il governo Monti chiede per l'Italia maggiore austerità, difficilmente gli italiani potranno vivere in maggiore ristrettezza economica, visto che già nel 2009 avevamo gli stipendi più bassi dell'Europa, battuti anche dalla Grecia.

In Italia l'entrata dell'euro ha praticamente raddoppiato i prezzi ma dimezzato gli stipendi. E' questa l'impressione di buona parte dei consumatori, che sembra essere avvalorata dal rapporto "Labour market statistics", stilato in base a dati Eurostat. In poche parole, dal 2005 al 2009 gli stipendi degli italiani (e non si parla di precari ma di dipendenti a tempo pieno di aziende nel settore nel ramo dell'industria, delle costruzioni, dei servizi e del commercio con almeno 10 lavoratori) sono aumentati di appena il 3,3%, mentre per esempio in Spagna e Portogallo rispettivamente del 29,4% e del 22%. Nessun paragone nemmeno con Germania e Francia, perché se il rialzo è stato del 6,2% e del 10%, è pur vero che lo stipendio lordo annuale si attesta rispettivamente nel 2009 a ben 41.100 euro e 33.574 euro. Nel 2009, invece, lo stipendio medio italiano di un dipendente è pari a 23.406 euro lordi, uno dei più bassi d'Europa. Peggio di noi solo Portogallo (17.129 euro), Slovenia (16.282 euro), Malta (16.158 euro), Slovacchia (10.387 euro), che però sono molto distanti dal nostro Paese in industrializzazione ma anche caro vita. Addirittura gli stipendi della Grecia, nel 2009, erano superiori a quelli dell'Italia, pari a 29.160 euro, mentre oggi si attestano, a causa delle devastanti politiche di austerity, ad appena 11.064 euro annui. I dipendenti più "ricchi" si trovano in Lussemburgo, dove annualmente i lavoratori nel 2009 percepivano ben 48.914 euro lordi, anche se di tutto rispetto sono gli stipendi di Germania (41.100 euro) e della Francia (33.574 euro). Se si calcola poi, come ha fatto l'Adoc, che gli italiani spendono in media ogni giorno circa 37 euro, e cioè quasi l'80% del proprio reddito quotidiano (al netto delle tasse), è facile capire quanto in Italia sia inutile una politica di austerity, visto che difficilmente un cittadino comune è in grado di vivere in maggiore ristrettezza economica. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero da New York spiega che per superare questa situazione di "salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato" è necessario "aumentare la produttività", e ne approfitta per lanciare un ulteriore monito: "No a levate di scudi". Il riferimento all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che il governo Monti intende perlomeno modificare (se non cancellare) è evidente, tanto che Elsa Fornero aggiunge di voler "convincere le parti sociali e gli italiani" sul fatto che "ci sono molte cose da cambiare nel mercato del lavoro, non perché ce lo chiedono l'Ocse (http://is.gd/qdCAsO) o l'FMI, ma perché bisogna creare un mercato più inclusivo". O forse perché ce lo chiede direttamente la Banca centrale europea (http://is.gd/gI7HVN).

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