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Riforma lavoro: arriva l'ASPI, l'ammortizzatore poco sociale

"Un passo indietro" per Susanna Camusso l'incontro con Elsa Fornero. La trattativa su riforma del mercato del lavoro si chiuderà tra 21 e 23 marzo, mentre viene presentato l'ASPI, "Assicurazione sociale per l'impiego", per la CGIL poco "universale.

Anche se "il governo ha sempre lavorato per un accordo con le parti sociali" in merito alla riforma del mercato del lavoro, le regole, come sempre messo in chiaro fin dall'inizio, le dettano i tecnici. E così Elsa Fornero e Mario Monti, in occasione dell'incontro con i sindacati, non solo annunciano che intendono chiudere la trattativa "tra 21 e 23 marzo" (circa una settimana prima del previsto), ma il ministro del Lavoro annuncia che i nuovi ammortizzatori sociali andranno a regime nel 2015 e non più nel 2017 come stabilito in precedenza, tanto che Susanna Camusso della CGIL dichiara che "è stato fatto un passo indietro". Elsa Fornero, però, non fornisce la cifra delle risorse aggiuntive da destinare ai nuovi ammortizzatori, limitandosi a dire che "non saranno prese dai fondi di spesa sociale".
La riforma degli ammortizzatori sociali sarà inoltre incentrata sulla nascita della "Assicurazione sociale per l'impiego" (ASPI), che in poche parole andrà a sostituire l'indennità di mobilità, gli incentivi di mobilità, la disoccupazione per apprendisti, l'una tantum co.co.pro e altre indennità, e cioè sostituirà tutto quanto oggi non rientra nella cassa integrazione ordinaria. La cassa integrazione ordinaria e straordinaria continuerà invece ad esistere ma scomparirà la causale per "cessazione di attività" aziendale (mentre rimarrà per ristrutturazione).
L'Aspi si applicherà a tutti i lavoratori dipendenti privati e ai lavoratori pubbici con contratto non a tempo indeterminato (quindi determinato), e si parla di un importo di circa di 1.100 euro con abbattimento dell'indennità del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% di abbattimento dopo altri 6 mesi. L'aliquota contributiva sarà dell'1,3%, incrementata di 1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato.
I requisiti per accedere all'Aspi sono due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane nell'ultimo biennio e avrà una durata di 12 mesi che arrivano a 15 per i lavoratori sopra ai 58 anni.
La riforma degli ammortizzatori in vigore dal 2015 (con un periodo di transizione che inizierà quindi quest'anno) si tradurrà, insiste la Camusso, "nel breve periodo, durante la crisi, in una riduzione della copertura e nessun vantaggio sulla prestazione economica", sottolineando che il carattere "universale" promesso dal governo non sarà rispettato, visto che "non ci sarà nessun lavoratore in più rispetto ad oggi coperto dal sistema" e che "parasubordinati o autonomi non entreranno". Ciò che cambierà, in definitiva, sarà solo una "diversa redistribuzione degli ammortizzatori esistenti".
Insomma, lungimiranti osservatori potrebbero pensare che il futuro che si sta delineando in Italia è quello di "distribuire" un sussistenza atta solamente a "calmare" quell'80 per cento della popolazione che non serve al mercato, come ipotizzavano Hans-Peter Martin e Harald Schumann (entrambi redattori del Der Spiegel) nel libro "La trappola della globalizzazione - L'attacco alla democrazia e al benessere" (Edition Raetia, 1996, traduzione di Franz Reinders). D'altronde, nel 1995, riunita al Fairmont Hotel (San Francisco) l'elite mondiale si interrogava "sui possibili dosaggi e sulla questione di come il quinto benestante possa intrattenere il resto superfluo della popolazione", con "i dirigenti dei gruppi di imprese" che erano "convinti che nei paesi industriali torneranno ad esserci ben presto persone disponibili ad occuparsi, in cambio di una paga minima, della pulizia delle strade o ad accettare un misero rifugio come collaboratori domestici", per esempio. E per "far star tranquilli gli esclusi" della società di un quinto si ricorrerà al "tittytainment", cioè quella "combinazione tra un intrattenimento atto ad intontire e un'alimentazione sufficiente" che basterà "per tenere su di morale la popolazione frustrata del mondo".
Una esagerazione, si chiedono anche gli autori del libro? Forse no, soprattutto quando si osserva che nel bel mezzo di una crisi mondiale la data di uscita dell'iPad 3 slitterà di qualche settimana a causa dei troppi ordini (http://is.gd/jXnWWB).
La promessa di Elsa Fornero che la riforma del mercato del lavoro avrà come obiettivo la "riduzione strutturale stabile del livello di disoccupazione, portandolo al 4-5% strutturale" non può quindi bastare, perché bisognerà anche capire che tipo di stabilità avranno in futuro i lavoratori italiani.
Da oggi, comunque, partiranno gli incontri bilaterali sulla flessibilità in uscita, e cioè si parlerà di come modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Un diritto, questo, forse superfluo per quel 20 per cento della popolazione "sufficiente a far funzionare l'economia mondiale", come deciso al Fairmont Hotel.

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