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Riforma lavoro, Fornero: lavoratore mai più blindato al posto fisso

L'accordo sulla riforma del lavoro sembra essere stato trovato. Compromesso su articolo 18: reintegro ma solo per "manifesta insussistenza". Tra i vantaggi, il non "blindare più il lavoratore a quel particolare posto di lavoro", cioè quello fisso.

Finalmente gli imprenditori stranieri potranno venire ad investire in Italia, visto che Mario Monti ed Elsa Fornero, in accordo con i leader di maggioranza Pier Luigi Bersani (PD), Angelino Alfano (Pdl) e Pier Ferdinando Casini (Udc), hanno trovato un accordo sulla riforma del mercato del lavoro, al vaglio del Quirinale e che approderà giovedì 5 aprile in Parlamento e che presumibilmente avrà "un iter approfondito ma anche spedito", come auspica il premier tecnocrate.
L'intesa sulla modifica dell'articolo 18 infatti è stata trovata, e il tutto si sarebbe risolto nel precisare che il giudice può anche decidere per il reintegro di un lavoratore se riscontra una "manifesta insussistenza" del licenziamento per motivi economici.
"Quell'articolo non sarà scritto con la mia penna ma è un passo avanti importantissimo. Il principio del reintegro c'è e c'è anche l'onere della prova non a carico del lavoratore" ha infatti precisato Pier Luigi Bersani, che ora sembra desiderare solamente non parlare più di questo articolo 18.
L'ultima parola spetterà alla CGIL di Susanna Camusso, che attende il testo del ddl prima di esprime un giudizio, ma il fatto che lo sciopero sia stato per ora sospeso sembra far pensare che alla fine il compromesso possa essere accettato.
A non essere soddisfatti, invece, Confindustria, Abi, Alleanza Coop, Ania e Rete Imprese Italia che si dicono preoccupate per le notizie che stanno "trapelando in merito alla riforma del mercato del lavoro".
Qualcuno quindi potrebbe non comprendere perché le imprese straniere con questa riforma del lavoro di "rilievo storico per l'Italia", come la definisce Mario Monti, sarebbero invogliate a produrre nel Bel Paese mentre le aziende di casa nostra sembrano a questo punto sperare che tali provvedimenti non diventino mai legge.
Elsa Fornero, ministro del Walfare, cerca di convincere i suoi interlocutori del fatto che l'articolo 18 ormai è solamente una conquista del passato, e che quindi è necessario "adeguarsi ai cambiamenti del mondo anche traendo vantaggi ed evitando svantaggi, senza chiuderci". Tra i vantaggi che la Fornero vede in questa "rilevante" riforma del lavoro c'è il fatto di non "blindare più il lavoratore a quel particolare posto di lavoro, per cui, una volta conquistato è tuo per sempre".
Perché infatti lavorare per tutta la vita in uno stesso posto? Qualcuno si immagina sicuramente come sarebbe meraviglioso, infatti, saltare, per esempio, da un posto pubblico ad uno privato fino all'età della pensione (sempre più posticipata perché l'aspettativa di vita si è allungata, come spiegano gli "esperti"), per scoprire magari poi a 70 anni di non avere i soldi per la ricongiunzione (onerosa http://is.gd/fLSy0t) dei contributi versati in casse previdenziali differenti, trovandosi quindi a dover percepire solo una pensione minima.

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