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Riforma del lavoro "eterodiretta". Fiducia tra un terremoto e l'altro

La riforma del lavoro di Elsa Fornero è stata approvata, con 4 voti di fiducia, dal Senato, con il governo che sembra essersi "approfittato della situazione d'emergenza determinata anche dal terremoto in Emilia Romagna", come fa notare la CGIL.

Tra un terremoto e l'altro, il governo ne ha approfittato per far votare al Senato la fiducia al Ddl lavoro, che include anche il nuovo articolo 18.
Il Senato, naturalmente a larghissima maggioranza, ha votato la fiducia su un testo "spacchettato" in quattro maxi emendamenti, che racchiudono gli articoli dall'1 al 21, dal 22 al 40, dal 41 al 54, dal 55 al 77.
I quattro maxi emendamenti sulla riforma del lavoro riguardano la flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali, formazione.
Anche Danilo Barbi, Segretario Confederale della CGIL, che questa mattina ha partecipato a Roma al presidio in piazza Vidoni per protestare contro la fiducia al Ddl lavoro, sottolinea: "Dispiace il fatto che il governo si sia quasi approfittato della situazione d'emergenza determinata anche dal terremoto in Emilia per chiedere la fiducia - aggiungendo - Noi lanciamo un appello alle forze politiche e al Parlamento affinché si valuti attentamente cosa si sta facendo. E' proprio così necessario andare avanti con questo disegno di legge?".
Per il governo, e in particolare per il premier Mario Monti, la riforma varata da Elsa Fornero è invece un "esempio sul piano internazionale, come quella sulle pensioni".
La pensa in maniera diversa Susanna Camusso, leader della CGIL, tanto da sostenere che "il disegno di legge è squilibrato" perché "non interviene sufficientemente nel contrasto alla precarietà ed ha delle soluzioni sugli ammortizzatori che contrastano e che contrasteranno con la dimensione della crisi e con la gestione che ci sono dei problemi".
"Un testo che si prospetta come un corpo legislativo frutto di compromessi, un pasticcio inestricabile, un groviglio legislativo che non risolve alcuni problemi (anche se ci sono state novità positive) e peggiora la situazione in molti punti - insiste Danilo Barbi della CGIL - non c'è una riduzione reale delle forme di precarietà e già questo rende inverosimile pensare all'apprendistato (su cui pure noi in teoria siamo d'accordo) come asse centrale dell'accesso al lavoro; ma anche sulle tutele dai licenziamenti illegittimi solo l'opposizione della CGIL ha permesso di non aprire la strada totalmente ai licenziamenti facili. In ogni caso è certo che questo provvedimento aprirà un contenzioso legale infinito e quello che è più grave è che permetterà (nel combinato disposto con le riforma delle pensioni) alle imprese di ricorrere a una valanga di espulsioni dai luoghi di lavoro. Avremo una moltiplicazione biblica degli esodati".
Non ha votato la fiducia l'Italia dei Valori, i cui rappresentanti al Senato portavano una fotografia di Elsa Fornero nel taschino sotto forma di segnale di 'divieto' con la scritta "esodati dai diritti".
Il presidente dei senatori IdV, Felice Belisario, al momento della dichiarazione di voto precisa che "la legge è stata scritta fuori dal Parlamento e dalle stanze dei ministero, non importa se a Bruxelles, a Francoforte a Torino o nei santuari della Finanza mondiale. E' una legge eterodiretta", aggiungendo che la riforma del lavoro così come è stata concepita (e poi votata), non faciliterà di certo gli investimenti gli "investitori stranieri indicano piuttosto come elementi negativi la corruzione, la malavita, la carenza di infrastrutture, un peso fiscale esagerato a causa dell'eccessiva evasione".
La riforma del lavoro passa ora al vaglio della Camera.

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