le notizie che fanno testo, dal 2010

Riforma del lavoro è legge, dove il posto di lavoro non è un diritto

Mentre Elsa Fornero specifica che a non essere un diritto è il posto di lavoro, la riforma del mercato del lavoro diventa legge.

"Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro" afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero, in un'intervista al Wall Street Journal. Ed infatti è stata approvata senza troppe proteste.
L'Italia dei Valori e la Lega Nord hanno in realtà promosso delle mozioni di sfiducia individuali nei confronti del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che saranno discusse il 3 luglio e votate il giorno dopo, ma intanto la riforma del lavoro è legge.
Sono stati infatti ben 393 i voti di fiducia, mentre 74 quelli contrari e 46 gli astenuti.
La riforma del lavoro, dice sempre al Wall Street Journal Elsa Fornero, ha come obiettivo principale quello di "far cambiare agli italiani il loro atteggiamento" nei confronti del mercato del lavoro, e questo perché, aggiunge il ministro del Walfare, "il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio".
Naturalmente Elsa Fornero, in questo passaggio, è stata fraintesa, visto e considerato che "l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Ma d'altronde, se ad oggi il principio democratico è attualmente sospeso , perché il Bel Paese dovrebbe continuare ad erigersi sul lavoro? Ma la Fornero ci tiene comunque a precisare, e spiega che intendeva dire che a non essere un diritto è "il posto di lavoro", visto che anche questa riforma è stata concepita per "la tutela del lavoratore nel mercato".
Niente di nuovo, comunque, visto che Elsa Fornero non ha mai fatto mistero del fatto che le nuove generazioni devono abbandonare l'idea del posto fisso.
Nonostante questo, però, la riforma del lavoro rende più stringente l'utilizzo dei co.co.pro. e delle partite IVA (ecco cosa cambia) , il che renderà alle aziende sempre più difficile il loro utilizzo.
Elsa Fornero è però chiara nel dire che "nessuno ha mai avuto la pretesa di avere la chiave in tasca per la soluzione dei problemi", men che meno, quindi, il governo dei tecnici.
Ora finalmente Mario Monti potrà partire per il vertice europeo in programma dal 28 giugno con in tasca la riforma del lavoro, e questo perché, lo spiega sempre la Fornero, "l'Europa che a volte ci sembra amica e nemica, padre e patrigno, madre e matrigna, ci sembra imporre cose estranee alla nostra vita quotidiana come l'euro e la finanza, ma salvare l'euro e l'Europa non è una cosa distinta dal salvare il modello europeo di Welfare".
E' solo il diritto al posto di lavoro che non sembra più necessario salvare.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: