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Elsa Fornero: flessibilità rende "più dinamico il mercato del lavoro"

Elsa Fornero interviene a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, spiegando che sulla riforma del lavoro "non si può discutere all'infinito" e che la flessibilità, in entrata e uscita, rende solo "più dinamico il mercato del lavoro".

Elsa Fornero sembra pronta per il "rush finale" in merito alla riforma del lavoro, anche perché come già altre volte annunciato, questa andrà in Parlamento anche senza l'accordo delle parti perché "non si può discutere all'infinito". Il ministro del Lavoro è forse stanca di sentire le ragioni di quella o quell'altra parte, anche perché pare essere veramente convinta del fatto che, siccome "le piccole imprese si lamentano, Confindustria si lamenta, il sindacato variamente si lamenta" allora questo dimostra che il governo sta "lavorando nell'interesse del Paese". E qualcuno potrebbe pensare che è anche uno dei pochi a lavorare, visto il sempre più alto tasso di disoccupazione in Italia. Ma Elsa Fornero crede che tutto andrà risolvendosi con maggiore flessifilità, quella buona però, sottolinea, anche se in molti non hanno ancora capito la differenza con quella cattiva.
Ad Elsa Fornero, infatti, non basta la flessibilità in entrata (che qualcuno legge come precariato) ma sta facendo di tutto, e ci riuscirà perché non sembra servile l'accordo delle parti, affinché con la riforma ci sia anche maggiore flessibilità in uscita. Il ministro, intervenuta a "Che tempo che fa", spiega però che il suo obiettivo è solamente quello di rendere "più dinamico il mercato del lavoro". Il "dinamismo" della Fornero è però il "passare da una filosofia per cui si vuole tenere attaccato il lavoratore a un certo posto di lavoro, anche se questo posto non è più produttivo, a una filosofia in cui noi aiutiamo a entrare il lavoratore in un nuovo posto di lavoro". Il problema, potrebbe forse obiettare qualcuno (non sembra che l'abbia fatto Fabio Fazio) è che in Italia il lavoro non c'è. Ma di questo, Elsa Fornero non sembra esserne consapevole. La sua grande preoccupazione è invece quella di dare un "aiuto" a chi verrà "flessibilizzato in uscita", perché il ministro sottolinea che modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratoti "non vuol dire libertà di licenziare", e cioè attraverso quell'Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego http://is.gd/7t52Ay) per cui la Fornero dovrà cercare una "paccata di miliardi" per finanziare questo nuovo ammortizzatore poco sociale.
Qualcuno avrà poi infine notato che, nonostante Elsa Fornero cerchi di vendere agli italiani i vantaggi della flessibilità, il ministro non sembra nemmeno pensare di lasciare il suo posto (fisso) nel governo, spiegando che le sue dimissioni "non sono all'ordine del giorno".

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