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Elon Musk non vuole essere un "gatto di casa": meglio il guinzaglio neurale

Elon Musk il tecno miliardario che sta prendendo il posto di Steve Jobs nell'immaginario collettivo ha dichiarato che non vuole essere il "gatto di casa" delle "intelligenze artificiali" che domineranno gli esseri umani nel prossimo futuro. Per questo meglio fondersi con i computer con il "laccio neurale". Con la benedizione cyborgism dei transumanisti e dei Borg.

Elon Musk è molto occupato in questi ultimi tempi tra la colonizzazione di Marte a furia di bombe atomiche, l'idea vintage di viaggiare per il globo dentro un "tubo pneumatico" (che Musk ha chiamato HyperLoop forse in omaggio all'Infinite Loop di Steve Jobs), il nuovo design della macchina elettrica Tesla e, naturalmente, i lanciatori a basso costo della Spacex.

Ma Elon Musk guarda anche con preoccupazione il futuro dell'umanità, vedendo se stesso tra qualche tempo fare la fine del "gatto di casa", ma non nel senso nobile e fiero del micio casalingo (per cui la casa viene mantenuta e pulita dagli umani per il suo benessere), ma piuttosto nella malinconia del cagnolino a cui i padroni (superintelligenti) sbarrano la porta per il giardino.

La paura di uno degli uomini più ricchi del mondo, che sta sostituendo nell'immaginario collettivo la buonanima di Steve Jobs, è quella di essere dominato dalle "intelligenze artificiali" che, proprio come in Terminator, si stancherebbero di noi e, se decideranno di rispiarmarci, lo faranno trattandoci da passivi animali domestici.

Va chiarito che "le intelligenze artificiali" non esistono, che nessuna macchia "pensa" (e mai penserà) e che tutti gli esperimenti moderni sulla questione si rivelano dei buffi tentativi di emulare la gloriosa cibernetica del passato (leggi "Intelligenza artificiale: ILLIAC I (1952) batte Google Magenta (2016). Il primo compone una suite, l'altro un jingle").

Ma quel ricco 1 per cento che domina il povero 99 per cento della popolazione mondiale, finge di essere spaventato da Arnold Schwarzenegger travestito da modello T-800/101 che carica il fucile digitale a pompa. Dice Elon Musk facendo storcere le vibrisse a molti: "Non amo l'idea di essere un gatto di casa, ma qual è la soluzione?". La domanda del miliardario ha riecheggiato alla "Recode's Code Conference" in California mercoledì scorso.

Certo, una soluzione ci sarebbe, rivela Musk, ed è quella di combattere l'intelligenza artificiale semplicemente assimilandola, proprio come farebbe un buon padre di famiglia Borg (per rimanere nella fantascienza). Per competere con le AI o IA (Artificial Intelligence o Intelligenza Artificiale, a seconda dell'idioma), il fondatore di SpaceX osserva: "Credo che una delle soluzioni migliori sarebbe mettere uno strato (un layer, ndr) di AI. Proprio come la tua corteccia lavora in simbiosi con il tuo sistema limbico, il tuo terzo strato digitale potrebbe lavorare in modo simbiotico con te".

E se prima andava di moda il terzo occhio, ecco arrivare dal magnate sudafricano il "terzo strato" per connettere il cranio al cloud computing. Ma come interfacciare i propri neuroni con il proprio iPhone? Ci pensa la fantascienza. Elon Musk cita il "neural lace", il "laccio neurale" di Iain Banks di cui il sudafricano è un fan. Come un corpo estraneo conduttore si possa interfacciare ai neuroni si sta già provando a farlo nei topi, semplicamente siringando l'elettronica direttamente dentro il cervello.

Ma Elon Musk parla anche di una sorta di sistema, in pura salsa Borg, per far germinare "nella giugulare" un apparato biomeccanico che poi troverebbe la strada, tramite il flusso sanguigno, per interfacciarsi con il cervello. Già in un tweet il magnate aveva cinguettato: "La creazione di un laccio neurale è la cosa che conta davvero per l'umanità per raggiungere simbiosi con le macchine".

Si riaffaccia quindi prepotentemente nell'opinione pubblica l'indirizzamento verso il cyborgism9 e verso il transumanesimo, dove il "chip sottopelle" che aveva fatto tanto sorridere all'arrivo degli M5S in Parlamento qualche anno fa, diventa solo un banale impianto per animali domestici. Perché il laccio neurale sarà un guinzaglio perfetto.

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