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Caso Claps: la Chiesa dica "quello che sa"

Una manifestazione organizzata dalla famiglia Claps e dall'associazione "Libera" è scesa oggi in piazza per ricordare Elisa e per chiedere di cominciare a dire la verità sulla morta della ragazza. La famiglia chiede alla Chiesa di dire "quello che sa".

Una manifestazione organizzata dalla famiglia Claps e dall'associazione "Libera" è scesa oggi in piazza per ricordare Elisa e per chiedere di cominciare a dire la verità sulla morta della ragazza. Secondo la famiglia, infatti, sono molti i lati oscuri della vicenda, e il fatello di Elisa, Gildo Claps, chiede alla Chiesa di dire tutta la verità, in particolar modo il Vescovo perché "o sapeva oppure è incapace di controllare uomini della sua Diocesi". Secondo Gildo Claps non è possibile che in 17 anni nessuno si sia mai accorto che nel sottotetto della Chiesa della Trinità vi era deposto il corpo di Elisa.
La famiglia ne è ancora più convinta perché nel 1996 "in quel sottotetto, furono effettuati dei lavori" mentre nel 2008 "qualcuno di sicuro ha rimosso del materiale che ricopriva il corpo", sottolinea Gildo Claps.
Insomma, la famiglia di Elisa Claps si appella alla Chiesa, chiedendole di dire "quello che sa", visto che secondo loro il ritrovamento del corpo della ragazza sei mesi fa fu solo "una messinscena".
Finora, l'unico indagato rimane Danilo Restivo, attualmente detenuto in Inghilterra per l'omicidio di una donna.

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